Razionalità

supernova23

supernova23

45 anni, Milano (Italy)

Mi è venuto in mente pensando a varie discussioni che ho fatto con persone credenti, tuttavia ho notato che lo stesso approccio si estende più o meno ad ogni ambito della vita, non solo alle questioni spirituali.
Per argomentazioni razionali intendo delle argomentazioni (ossia la formulazione di un discorso a supporto di un modo di credere, di pensare ecc) che usano la ragione per dimostrare la loro validità. Quindi rapporti di causa-effetto, uso della logica (quantomeno quella di base), uso di dati e conoscenze "altamente probabili" ecc...
Noto invece da molto tempo che è usanza parlare usando argomentazioni che fanno leva sull'autorevolezza (es: l'ha detto il papa. L'ha detto Tizio che è Medico.... ecc), o sulla diffusione (lo dicono tutti) o sulla consuetudine (si è sempre fatto così).
E noto anche che ci sono grandissime resistenze nel volersi sforzare a ragionare per trovare la soluzione migliore-più funzionale/la risposta che si avvicina di più alla verità/la visone che permette di vivere una vita migliore ecc.
Noto che la gente (chiaramente sto generalizzando, intendo la maggior parte delle persone con cui entro in contatto) non è interessata a vivere una "vita migliore" a creare "un mondo migliore" a trovare "la risposta giusta" a scoprire "la verità". La gente sembra essere interessata soltanto a fare, credere, pensare quello che ha sempre fatto e qualsiasi cosa che turba questa comfort-zone è vista non come una possibilità di miglioramento, ma una minaccia da cui difendersi.
(Scusa per il messaggio eccessivamente prolisso).
Luca0590

Grazie per la delucidazione. I nessi causa-effetto non sono sempre semplici o elementari, come ad esempio quelli che accadono in una reazione chimica, immediatamente percepibili, osservabili e riproducibili... dunque facilmente comprensibili e catalogabili. Quante persone si rendono conto che uno stile di vita materialistico rende peggiori e schiavi? Questo perché non vediamo le catene invisibili delle dipendenze e perché la perdita della libertà non accade in un giorno preciso, a una data ora, con l'acquisto di una borsa o di un auto... ma è un processo lento e costante, una matassa quasi impossibile da sbrogliare quando comportamenti in sé nocivi sono mille volte ripetuti si sedimentano in una seconda natura. Per natura e forse per necessità, ci limitiamo agli effetti immediatamente tangibili, chi fa uso di psicofarmaci si domanda se eliminare i sintomi , le provvidenziali spie, e non le cause di una cancrena interiore che continua a crescere... sia razionale? C'è poi da considerare il linguaggio... devi conoscere, designare in modo preciso gli 'elementi' della reazione per poterla disinnescare o alimentare... l'ambiguità semantica è la madre di tutte le frittate.
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Luca0590

Luca0590

28 anni, Catania (Italy)

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Grazie per la delucidazione. I nessi causa-effetto non sono sempre semplici o elementari, come ad esempio quelli che accadono in una reazione chimica, immediatamente percepibili, osservabili e riproducibili... dunque facilmente comprensibili e catalogabili. Quante persone si rendono conto che uno stile di vita materialistico rende peggiori e schiavi? Questo perché non vediamo le catene invisibili delle dipendenze e perché la perdita della libertà non accade in un giorno preciso, a una data ora, con l'acquisto di una borsa o di un auto... ma è un processo lento e costante, una matassa quasi impossibile da sbrogliare quando comportamenti in sé nocivi sono mille volte ripetuti si sedimentano in una seconda natura. Per natura e forse per necessità, ci limitiamo agli effetti immediatamente tangibili, chi fa uso di psicofarmaci si domanda se eliminare i sintomi , le provvidenziali spie, e non le cause di una cancrena interiore che continua a crescere... sia razionale? C'è poi da considerare il linguaggio... devi conoscere, designare in modo preciso gli 'elementi' della reazione per poterla disinnescare o alimentare... l'ambiguità semantica è la madre di tutte le frittate.
supernova23

La penso perfettamente come te e mi riferivo anche a quello quando parlavo di "Poca razionalità" nella nostra società. Il consumismo è totalmente irrazionale e anche nocivo. Nessuno riflette se ha "realmente bisogno" di ciò che sta per comprare (anche bisogni non primari intendo). A volte si compra qualcosa e poi non la si usa. Oppure i regali. Siamo abituati a pensare che "è giusto fare regali". Ma è giusto comprare un oggetto solo "simbolicamente" sperperando ricchezze e lavoro e fatica quando poi quell'oggetto nel 90% dei casi finirà in uno scaffale in disuso?
Del linguaggio non ne parliamo 😁 ambiguità semantica, ma anche diffusa difficoltà a creare ragionamenti di base e connessioni logiche di base rendono i quadro molto più complicato. A scuola s'insegna a scrivere correttamente dal punto di vista grammaticale, non a scrivere qualcosa che sia logicamente sensato (e molti neppure studiano, quindi figuriamoci).
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supernova23

supernova23

45 anni, Milano (Italy)

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La penso perfettamente come te e mi riferivo anche a quello quando parlavo di "Poca razionalità" nella nostra società. Il consumismo è totalmente irrazionale e anche nocivo. Nessuno riflette se ha "realmente bisogno" di ciò che sta per comprare (anche bisogni non primari intendo). A volte si compra qualcosa e poi non la si usa. Oppure i regali. Siamo abituati a pensare che "è giusto fare regali". Ma è giusto comprare un oggetto solo "simbolicamente" sperperando ricchezze e lavoro e fatica quando poi quell'oggetto nel 90% dei casi finirà in uno scaffale in disuso?
Del linguaggio non ne parliamo 😁 ambiguità semantica, ma anche diffusa difficoltà a creare ragionamenti di base e connessioni logiche di base rendono i quadro molto più complicato. A scuola s'insegna a scrivere correttamente dal punto di vista grammaticale, non a scrivere qualcosa che sia logicamente sensato (e molti neppure studiano, quindi figuriamoci).
Luca0590

In effetti è così, come in ogni altro ambito poi... il radicamento e la ripetizione di schemi, in questo caso irrazionali, li rendono agli occhi dei più 'ragionevoli'. E' un labirinto senza via d'uscita, dove si possono soltanto subire gli effetti, avendo perso l'esercizio dell'unico strumento a nostra disposizione per risalire alle cause...
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Sassenach1

Sassenach1

56 anni, Trieste (Italy)

Trovo apprezzabile che tu ti sia posto questa domanda, Luca, lo leggo come un'intenzione di pensare.
La razionalità è una delle forme di ricerca del pensiero, ma non è l'unica, e non è nemmeno immune da stereotipi e luoghi comuni. Anch'essa può essere usata come "scorciatoia" perché pensare, veramente, costa fatica.

Il pensiero è un fiore raro che cresce in giardini selezionati. 🌷
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supernova23

supernova23

45 anni, Milano (Italy)

Faber60, le tue equazioni peccano di miopia.

La scienza è l'unica verità, perchè è l'unica a fornire la consapevolezza che la verità è un divenire (ogni giorno è sempre più vera, tendente all'infinito se l'equazione fosse un limite).

La religione possiede già tutte le risposte, non importa che siano giuste o errate, sono dogmi assoluti indiscutibili. La verità in questo caso è un decadimento (ogni giorno è sempre più assurda).

Se potessimo (e ci riusciremo, solo questione di tempo) diventare immortali, la scienza rimarrebbe solida e forte, la religione si sgretolerebbe come un castello di sabbia.
jugot

La fede nella scienza è dogmatica, per questo tifosi delle scienze e tifosi delle religioni sgomitano, popolano la stessa curva dello stesso stadio. Tutta la scienza prodotta dall'umanità ad oggi non potrebbe liberare l'uomo da un raffreddore, ma tu sei certo l'immortalità sia un gadget da qui a poco alla portata di ogni essere umano. Le tue certezze sono di natura religiosa, proiettate in un futuro che non è ancora e nessuno può dire se sarà mai. Il problema è di natura morale ed etica, tutte queste aperture alla scienza si traducono in colossali investimenti, in agende politiche dando forma alla società... mentre c'è chi muore, qui ed ora, di fame e di sete. Attento allora... che il potere strumentalizza le fedi... rendendo gli esseri umani schiavi nel presente, promettendo la liberazione, il riscatto sempre qualche metro più in là... in un futuro imminente.
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Luca0590

Luca0590

28 anni, Catania (Italy)

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La fede nella scienza è dogmatica, per questo tifosi delle scienze e tifosi delle religioni sgomitano, popolano la stessa curva dello stesso stadio. Tutta la scienza prodotta dall'umanità ad oggi non potrebbe liberare l'uomo da un raffreddore, ma tu sei certo l'immortalità sia un gadget da qui a poco alla portata di ogni essere umano. Le tue certezze sono di natura religiosa, proiettate in un futuro che non è ancora e nessuno può dire se sarà mai. Il problema è di natura morale ed etica, tutte queste aperture alla scienza si traducono in colossali investimenti, in agende politiche dando forma alla società... mentre c'è chi muore, qui ed ora, di fame e di sete. Attento allora... che il potere strumentalizza le fedi... rendendo gli esseri umani schiavi nel presente, promettendo la liberazione, il riscatto sempre qualche metro più in là... in un futuro imminente.
supernova23

La "supervisione di Dio" è un incentivo all'immobilismo. Non fare nulla tanto c'è qualcuno che poi regolerà i conti. C'è un posto bellissimo che ti aspetta e in cui per entrare basta recitare qualche formula magica. Non vale la pena impegnarsi a costruire quà il paradiso.
Riguardo allo scientismo, è pericoloso come ogni altra forma di dogmatismo, e pare proprio che quest'ultimo (il dogmatismo) sia un bisogno atavico di certi esseri umani (la maggioranza purtroppo) che nè la cultura nè la ragione sembrano poter sconfiggere.
La domandina "E se non fosse così..?" è troppo dolorosa per certuni a quanto pare... purtroppo.
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Luca0590

Luca0590

28 anni, Catania (Italy)

Trovo apprezzabile che tu ti sia posto questa domanda, Luca, lo leggo come un'intenzione di pensare.
La razionalità è una delle forme di ricerca del pensiero, ma non è l'unica, e non è nemmeno immune da stereotipi e luoghi comuni. Anch'essa può essere usata come "scorciatoia" perché pensare, veramente, costa fatica.

Il pensiero è un fiore raro che cresce in giardini selezionati. 🌷
Sassenach1

A cosa ti riferisci? Forse potrebbe esserci stato un malinteso (purtroppo il campo semantico delle parole è sempre troppo vago)... Per "razionalità" non intendo la "logica classica della scolastica" o qualche altra regoletta rigida da seguire come una ricetta per arrivare ad un risultato certo.
Intendo la tendenza ad usare la ragione per risolvere i problemi, le controversie, o anche semplicemente per migliorare ciò che già sembra esser buono. La tendenza a chiedersi: "e se non fosse vero?/ E se si potesse fare meglio?" e cercare la risposta in modo, appunto, razionale. Non leggendo da un testo sacro (qualsiasi esso sia, anche un manuale scientifico) o facendo ciò che si è sempre fatto.
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Sassenach1

Sassenach1

56 anni, Trieste (Italy)

Sì può cercare come risolvere un problema con la razionalità, come dici tu, ma a volte la soluzione viene da altre fonti. Mi viene in mente che diversi scienziati hanno compreso soluzioni a problemi complessi con l'intuizione, o grazie ad un sogno... e poi hanno impiegato anni a trovare la soluzione che sapevano vera con la razionalità, in modo dimostrabile e condivisibile. La creatività è un'altra forza che permette di contaminare campi di conoscenze differenti per portare a nuove soluzioni o nuove conoscenze.
Insomma... voglio dire che l'emisfero sinistro è utile, ma che anche in quello destro ci sono parecchie risorse
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supernova23

supernova23

45 anni, Milano (Italy)

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La "supervisione di Dio" è un incentivo all'immobilismo. Non fare nulla tanto c'è qualcuno che poi regolerà i conti. C'è un posto bellissimo che ti aspetta e in cui per entrare basta recitare qualche formula magica. Non vale la pena impegnarsi a costruire quà il paradiso.
Riguardo allo scientismo, è pericoloso come ogni altra forma di dogmatismo, e pare proprio che quest'ultimo (il dogmatismo) sia un bisogno atavico di certi esseri umani (la maggioranza purtroppo) che nè la cultura nè la ragione sembrano poter sconfiggere.
La domandina "E se non fosse così..?" è troppo dolorosa per certuni a quanto pare... purtroppo.
Luca0590

Credo anche la visione di Dio risenta dell'approccio materialista del nostro tempo, ma sono costruzioni dell'uomo slegate dalla rivelazione, come insieme di testi e testimonianze che precisano l'agire di Dio. Prendi ad esempio il miracolismo, la ricerca dello straordinario, un qualcosa che nella 'logica' divina non avviene per favorire qualcuno, ma solo dove necessario ad un disegno di ordine superiore. Eppure molti credenti 'credono' in un Dio che fa differenze, che privilegia alcuni, evidentemente sfavorendo altri, che interviene per depotenziare il libero arbitrio dei malvagi, provando simpatia per i meno malvagi... praticamente un Dio umanizzato, che 'ragiona' come un insegnante parziale e poco illuminato.... Per questo molti 'credenti' si scandalizzano quando esposti, direttamente o indirettamente , al male... preferirebbero un Dio interventista a cancellare il libero arbitrio dell'uomo, in pratica un Dio che impone di essere amato intimorendo con punizioni esemplari e miracoli inoppugnabili... anche in questo caso, un Dio che ama come un essere umano, in modo edonistico ed 'economico'... Questa visione è veramente contraddittoria e può portare all'immobilismo, anche perché gli esseri umani sono molto poco obiettivi e tendono a giustificarsi sempre, accusando gli altri anche dei propri fallimenti e delle proprie azioni malvagie.
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