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Non la vedi perché non puoi accettarla. E non puoi accettarla perché le nostre regole sociali la stigmatizzano, anche se è difficile dimostrare razionalmente cosa ci sia di così malvagio nell'amarsi senza un vincolo esclusivo.
La cosa buffa è che un tempo su separazioni e divorzi cadeva una durissima riprovazione sociale, mentre le relazioni extraconiugali, più o meno clandestine, erano (spesso ipocritamente) tollerate.
Oggi la situazione è opposta: si accetta serenamente che le famiglie si disintegrino, che uomini e donne cambino compagno/a con la stessa frequenza e disinvoltura con cui cambiano l'automobile... ma guai a chi osasse amare contemporaneamente più persone. Orrore e disgusto!
Davvero un bel regresso etico, da ogni punto di vista: di chi lascia, di chi viene lasciato, degli eventuali figli sballottati di qua e di là.
PS: "si ama una persona sola" non è che la parafrasi di "non avrai altro uomo al di fuori di me", primo comandamento dell'arrogante etica maschilista.
Ma non hai ancora risposto alla mia domanda: c'è una soluzione migliore che amarsi tutti "alla luce del sole"?
Marchesa: si ama, o si dovrebbe amare, una persona sola? (Piccola precisazione). Perché se dici che non si possono amare più persone, neghi l'evidenza. Se dici che non si deve, ti appelli alle (per me nefaste) regole sociali. Se dici che a te non è mai capitato, esponi un dato biografico rispetto al quale non so bene se dirti "brava!" o "non sai che ti sei persa!"
😉
Hai una soluzione migliore da proporre? 😉
Bella questa!:
"Capita a molti uomini e a molte donne, ad esempio, di amare una persona sposata: certamente non è possibile rimuovere questo sentimento dalla propria anima, ma se ci si trova in situazioni simili è bene accertarsi di essere ricambiati e di voler realmente costruire una nuova vita - alla luce del sole - insieme. Molto spesso, infatti, quello che si ritiene essere una forma d'amore nei confronti di una persona sposata invece non è altro che desiderio egoistico (e per questo lontano da ogni forma di vero amore), il quale rischia di danneggiare gravemente la solidità della propria vita e di quella di altre persone."
Dunque, secondo l'articolista, se ci s'innamora della persona "sbagliata" (in quanto ha già una relazione) le alternative sarebbero solo due:
a) soffrire in silenzio (cercando di farsela passare);
b) sfasciare la precedente relazione (costruire insieme "una nuova vita - alla luce del sole"), con i migliori auguri al/la partner scaricato/a.
L'ipotesi che ci si possa amare tutti "alla luce del sole" non è nemmeno considerata.
Curioso poi che l'amore diventi, in questo caso, "desiderio egoistico"! Chissà perché? E se invece capita alla persona sposata d'innamorarsi di un altro o di un altra, che si fa? È anche quello "desiderio egoistico"? Ci si "accerta" e si costruisce insieme una nuova vita, scaricando il coniuge e magari anche i figli, nel qual caso il desiderio diverrebbe altruistico?
Ma quante stupidaggini: l'amore tra adulti consenzienti non è mai sbagliato; le separazioni, invece, sono sempre un trauma.
Due cuori e una capanna, eh? Come spiegate il continuo, ripetuto fallimento di questo modello autosufficiente? Perché non funziona più, perché dura sempre di meno? Che senso ha cominciare una relazione sapendo già che finirà presto, e spesso neppure tanto bene?
Non capisco questo masochismo.
Abbiamo trasmesso il bollettino di Foggia e Venezia a cura del servizio meteorologico di Lovepedia
La poliginia e, in misura molto minore, la poliandria sono diffuse un po' in tutto il mondo non occidentale, in funzione (come la monogamia, del resto) della struttura economica della società.
Non a caso delle regole sociali della sessualità si è occupato un noto economista come Jaques Attali. Il quale giunge alla conclusione che nessuna di queste è adatta alla struttura socio-economica della società occidentale contemporanea. Constatazione ovvia, visto il crollo dei matrimoni e l'esplosione dei divorzi e delle separazioni.
Sapere che nel mondo ci sono diversissime norme sociali che regolano i rapporti tra maschi e femmine non serve come catalogo di possibili opzioni: serve a comprendere il loro carattere sovrastrutturale, artificiale, convenzionale. Serve a capire che non ci siano regole "naturali" o "logiche", fatto salvo il fatto che in natura l'esclusività sessuale non esiste neppure nelle rarissime specie monogame, e che non c'è niente di logico nella privazione di piaceri e affetti a cui siamo scelleratamente chiamati da regole che avevano la loro ragion d'essere nella struttura sociale ed economica dei nostri bis-bisnonni.
Per cui, secondo Attali, i nostri modelli "tradizionali" muteranno progressivamente verso la coppia aperta, il poliamore, la famiglia allargata ecc. in grado di garantire alle persone la necessaria stabilità (non solo emotiva) e di ridurre le inutili sofferenze e amarezze (e complicanze di vario tipo) derivanti dal trauma delle separazioni.
Per quanto mi riguarda, questa prospettiva mi pare così ovvia che non ho dovuto aspettare che Attali pubblicasse dieci anni fa: "Amori. Storia del rapporto uomo-donna". Lettura che mi permetto di suggerire a chi volesse aprire gli occhi sulle regole della propria vita sentimentale.
Cara Tilikum, sono d'accordo con te nel rivendicare la libertà di ciascuno di scegliere liberamente come vivere la propria sfera erotica e affettiva.
Personalmente, non ho mai chiesto o imposto qualcosa a qualcuna. In particolare, trovo che "non avrai altri uomo (o altra donna) al di fuori di me" sia una pretesa assurda, che solo una presunzione delirante può consentire di pronunciare.
Ci sono però anche dei risvolti sociali, in ragione dei quali io sono favorevole alla monogamia sociale (cioè al rapporto di coppia tendenzialmente stabile se non indissolubile) e contrario alla monogamia seriale, che è oggi il modello più seguito (fatto di coppie che si disfano dopo pochi anni, a ripetizione).
Entro una coppia socialmente monogama, non vedo ragione per cui la vita erotica e affettiva debba essere compressa, limitata, esclusiva. Ma è ancora un tabù: quando dico che con la mia compagna ho una "relazione aperta" (da decenni) il più delle volte non capiscono nemmeno cosa sto dicendo! Figurarsi se si parla di poliamore o di polifedeltà...