I vantaggi del divorzio breve

Le stime lo confermano: il divorzio breve è vantaggioso e molte coppie hanno sfruttato i suoi benefici. Ecco perché è meglio scegliere questa soluzione giuridica

Divorziare è una tendenza ormai diffusa e ritenuta così naturale da offrire alla coppia nuove modalità giuridiche di divorzio o di separazione.

Tra queste un successo di numero è stato ottenuto dal cosiddetto "divorzio breve", che rappresenta una modalità scelta da tante coppie in crisi per la sua semplicità e duttilità.

Seguendo la sua procedura, infatti, molti soggetti che hanno deciso di divorziare hanno evitato inutili incartamenti o complicati documenti, riuscendo a procedere in modo più semplice e veloce.  A conferma di questo successo, i dati italiani registrano più dii 10 mila coppie aderenti a questa nuova modalità di seperazione coniugale.

Secondo la nuova normativa vigente, in assenza di figli e con il consenso di entrambi i partner, queste coppie hanno richiesto e compilato un apposito modulo presso il Comune di appartenenza e, dopo aver versato una somma irrisoria, hanno messo fine al loro matrimonio, senza il benestare dei giudici o la presenza degli avvocati.

In questo modo dirsi addio definitivamente diventa ancora più facile, visto che la procedura è autorizzata dalla legge che sembra restare inerme di fronte alle continue richieste di annullamento del matrimonio per futili motivi.

Anche se i tempi si accorciano, si spera che in futuro siano sempre di meno a fare uso di questa nuova norma e che molte più coppie decidono di restare insieme.

 

14 commenti

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dimipunk

dimipunk

43 anni, Trieste (Italy)

E va bene DeepWeb; la finirò qui anch'io ma, prima, non posso fare a meno di pormi una domanda: Perché, un discorso GENERALE, tu l'hai trasformato in un problema PERSONALE, tirando in ballo le tue scelte, gusti, preferenze...... Ti sei sentita insultata TU? E chi ti ha messo nella torta? Chi ha insultato la tua intelligenza? Tanto più che, dici a destra e a manca di non curarti dell' opinione altrui........
Cosa ti viene e cosa ti va, se io parlo degli altri o di me stesso, o se trincio giudizi sul mondo intero? O, se vado avanti in crescendo scespiriano, "con tutto l'odio che ho?". Non ne ho solo io, a quanto vedo......
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DeepWeb

Tirare in ballo la reazione pavloniana ,te lo potevi anche risparmiare ,dato che tu per primo te ne avvali quando ti pare e piace .
Le famiglie biologicamente compatibili sono quelle che possono generare figli . E le coppie etero che invece non possono o vogliono generare ? Saranno fatti loro o no ?
Certo che in casa mia faccio quel che mi pare . Ma non tollero gli insulti di chi si ritiene migliore e normale ! Non mi risulta di aver mai riempito il blog scagliando anatemi contro chi ha,ad esempio,un aspetto diverso dal mio .
Vuoi un esempio pratico ,anche se estremamente banale e che insulta per questo la mia intelligenza ?
Io ho capelli folti ,non bevo alcolici,non fumo e mi vesto in modo classico . Per me e' normale essere cosi' . Tu che non possiedi le mie caratteristiche, secondo un pensiero distorto come quelli che esterni tu, saresti da mandare al rogo .
Non ti parare la faccia dietro la presunta austerita' . Le famiglie normali sono tutelate,ma la vuoi sapere una cosina ? Tanti ,tantissimi piangono il morto .C'e' gente che pretende dallo Stato , di potersene stare sul divano a grattarsi le ginocchia e che tutto gli sia pagato dagli altri . Se c'e' qualcuno che pretende la luna sono proprio certe famiglie .
Lascia perdere il concetto della "qualita' e quantita' " . Non si applica su cose estremamente complesse come gli equilibri di una coppia . O pensi di poter "industrializzare " anche i sentimenti delle persone ? Tu cosa ne sai ? Prima di blaterare,viviti delle relazioni e poi parla !Ma parla di te stesso,non degli altri ! Degli altri non sai niente ! Niente !
Finiscila di insultare chi e' diverso da te . Tu non sei migliore di chi condanni .
Per quel che mi riguarda , la finisco qui . Tu vai pure avanti fino al tuo ultimo respiro con tutto l'odio che hai . Buon pro ti faccia .
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zagubena

zagubena

48 anni, Roma (Italy)

Il diniego maschile delle tendenze omosessuali
Brano tratto da: La follia degli stolti di Robert Trivers

Si sostiene da tempo che se si negano i propri impulsi omosessuali si finisce per proiettarli sugli altri. È come se scoprissimo un contenuto omosessuale nel mondo immediatamente circostante e, negando la nostra parte, la cercassimo negli altri. Il fatto che il diniego dell’omosessualità possa portare ad aggredire gli omosessuali non stupisce, perché il contenuto omosessuale di qualcun altro può essere una minaccia diretta alla nostra identità nascosta – non è che magari, a dispetto di noi stessi, abbiamo una reazione positiva a un ragazzo attraente che ha un’acconciatura gonfia e un profumo da donna? Ci conviene attaccarlo prima che qualcuno faccia caso alla nostra eccitazione. È un meccanismo di difesa, chiamato <>. Ciò che attrae il sé ma è inaccettabile viene disprezzato e negato in relazione a se stessi, ma attaccato in modo molto aggressivo se visto negli altri. Pertanto, attaccando gli omosessuali un uomo sostiene la propria immagine di eterosessualità.

Uno studio recente conferma questo tipo di dinamica. Negli Stati Uniti, è stato esaminato un gruppo di uomini classificati come eterosessuali A-1 in base alla scala Kinsey – nessun comportamento omosessuale, nessun pensiero o sentimento omosessuale (quantomeno dichiarati). Innanzitutto, i ricercatori hanno classificato i soggetti come relativamente omofobi o relativamente rilassati e indifferenti nei confronti degli omosessuali.

Ciascun soggetto ha poi assistito alla proiezione di tre film erotici della durata di tre minuti – un rapporto sessuale tra un uomo e una donna, tra due donne e tra due uomini – mentre un pletismografo sistemato alla base del suo pene ne misurava la circonferenza in modo molto preciso. Infine, dopo la proiezione, ogni soggetto è stato invitato a descrivere la propria erezione e l’eccitazione sessuale provata. Il risultato emerso è molto interessante. I soggetti dell’una e dell’altra categoria hanno avuto una reazione simile al film eterosessuale e a quello lesbico (una forte eccitazione in entrambi i casi), più intensa però nel primo caso. Solo il film su due uomini omosessuali ha rivelato una divergenza. Negli uomini non omofobici c’è stato un piccolo aumento delle dimensioni del pene, però non significativo, mentre negli uomini omofobici l’aumento è stato costante per tutta la durata del film e ha raggiunto due terzi del livello associato alla reazione di fronte al film lesbico. I colloqui successivi hanno mostrato che tutti i soggetti avevano un’opinione corretta dei gradi di ingrossamento del proprio pene e della propria eccitazione (che erano altamente correlati) fatta eccezione per gli uomini omofobici di fronte allo scenario di omosessualità maschile. Costore negavano del tutto la tumescenza e l’eccitazione. Non sappiamo se ne fossero consapevoli. :weary: :weary: :weary:
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dimipunk

dimipunk

43 anni, Trieste (Italy)

Guarda caso, quando si toccano certi argomenti, scatta la reazione pavloviana.
DeepWeb, quando mai ho scritto che manderei ai forni tutti gli omosessuali? Certo, quelli che pretendono la luna, sfilando in corteo con le chiappe al vento, ce li manderei di corsa.
Quando mai ho detto che ti manderei al rogo perché non hai figli tuoi? Ho parlato di famiglie biologicamente compatibili che, possono essere, solo quelle etero.
E, in nome del cielo, CHI, ti impedisce di vivere assieme a una persona del tuo stesso sesso, visto che, il parlamento nazionale, lavora per questo da mesi, mentre abbandona a se stesse, migliaia di famiglie regolari, sacrificate sull'altare dell'austerita'?
Quanto ai "futili motivi" che indurrebbero al divorzio, ho citato un paragrafo dell'articolo.
Inoltre, basta ragionare in po' e, fare due conti; da sempre, qualità e quantità, sono inversamente proporzionali. Quindi, se il numero dei divorzi aumenta per quantità, va da se che, diminuisce la qualità dei motivi per cui ci si molla. E' chiaro, o devo fare un disegnino?
Ed è in questo quadro di progressiva disintegrazione sociale che, fa capolino l' espediente economico chiamato "divorzio facile", a cui NON sono contrario, almeno per i suoi benefici a breve termine (di portafoglio).
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romeo972

romeo972

46 anni, Bari (Italy)

Sul divorzio si potrebbe discutere e disquisire a lungo.
In realtà, è un argomento complesso perché abbraccia diversi aspetti umani ed economici, in cui la preponderanza alla fine sarebbe da ricercare nell'opportunità.

A ben guardare, a fronte di molti matrimoni affrontati con relativa superficialità ed irresponsabilità, appare in sintonia l'iniziativa dei legislatori di semplificare pure il processo di divorzio, almeno in assenza di prole.
In effetti, a dirla tutta, sarebbe opportuno affrontare con più buon senso, pragmatismo e semplicità il divorzio pure negli altri casi, se non altro per ridurre al minimo problematiche consequenziali e varie tribolazioni inutili degli interessati diretti ed indiretti.

Divorzio breve?
...un primo passo verso la necessaria ridefinizione complessiva ed a tutto tondo di ciò che comunemente viene riferito al matrimonio!
;bye
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rambo50

rambo50

67 anni, Mantova (Italy)

In questo disgraziato Paese, dove si vuol far credere che ci sia la democrazia e la libertà, il cittadino è, in realtà, un suddito, ritenuto deficiente, non in grado di decidere della propria vita, per cui lo Stato deve fargli da tutore, salvo rapinarlo di quasi tutti i frutti del suo lavoro e gettarlo alle ortiche quando è bisognevole. Detto questo, dove esiste maggior libertà e l'individuo viene ritenuto responsabile, basta una firma per il matrimonio e una firma per il divorzio, e questo da tempi immemorabili. In caso di matrimonio sono ammessi contratti prematrimoniali, che semplificano l'eventuale divorzio, per l'eredità pure, come ogni atto tra conviventi o similari. Qui, invece, solo lo Stato decide, spesso in modo aberrante, e con tempi biblici. Non è ammesso che una persona, possa decidere liberamente della sua vita, che passa in un attimo, gliela deve complicare, rovinare. Che poi si tratti di etero, omo o qualsivoglia altro genere, quando non crea danni a terzi, ma chissenefrega, potrà ognuno far quello che vuole, o no?
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DeepWeb

Le dinamiche che portano alla separazione di una coppia appartengono esclusivamente ai diretti interessati,pertanto i giudizi spietati di perfetti estranei non dovrebbero nemmeno esistere . Con che coraggio si parla di futili motivi se non si conoscono ?
Non accetto di essere definita una sorta di "scarto della societa' " ,solo perche' non ho avuto figli biologici . Devo essere colpevolizzata per questo e mandata al rogo ? Per contro a chi blatera, voglio rendere noto che ne ho adottati ben 6 a distanza e mi prodigo nell'aiutare attivamente un canile . Credo che a questo mondo ci sia spazio per tutti . Io esisto ! E sono libera di amare una persona del mio stesso sesso , libera di fare in casa mia cio' che voglio , senza per questo essere insultata e definita "abominevole " !!!
Da chi poi ? Da chi auspicherebbe per gli omosessuali , gli orridi campi di sterminio del periodo nazista ? Qual'e' il vero abominio ? Essere omosessuale o finire al crematoio ?
Ognuno guardi cosa ha in casa sua , e non si permetta di valutare cio' che c'e' in casa d'altri .
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aurevoir

aurevoir

59 anni, Genova (Italy)

Premetto che sono ancora in libertà vigilata ( e nemmeno mi ricordo perchè) dunque il mio commento sarà di certo posticipato e fuori tempo con gli altri.
Scrivo di questo argomento perchè sono un recentissimo fruitore di questo sviluppo della legge sul divorzio; discutendone solo di aspetti pratici la cosa presenta solo ed esclusivamente vantaggi :pratici innanzitutto ( con 16 € sei una persona libera),saltando avvocati e tempi lunghi. Logicamente se tutto il contorno ne consegue, in primis accordo con l'altro/a su ogni cosa( della serie le risse si fanno prima, qui ci si stringe solo la mano.)
Discutendo invece di aspetti generali sul tema coppia-famiglia io penso questo: una moltitudine di persone stupidamente si sposa. Stupidamente non perchè sposarsi è stupido ma perchè tanti lo fanno in modo avventato ,senza un progetto,senza una base economica, senza lavori certi, senza rendersi conto di cosa si sta facendo. Si prosegue sull'ebbrezza di un incontro, di una passione,di uno stare bene insieme senza ponderare che il passo che si va a fare alza l'asticella di un bel pò. A seguire molti dei primi casi aggiungono una cazzata alla prima,anche più grave: figlio.Anche qui stupidamente molte volte,e anche qui non perchè sia stupido fare un figlio. Solo che se succede in un ambito come il precedente già si sta male in 2 figurarsi in 3. Perchè si fanno figli così? Io non l'ho mai capito. Certo i bambini sono belli,danno gioie e soddisfazioni; resta che molti hanno figli come avere animali,finito l'entusiasmo iniziale restano in evidenza solo i tanti problemi, sociali ed economici, che la cosa comporta.
Indi per cui il fatto che si possa sciogliere un legame tra 2 persone in modo veloce ed economicamente lieve è una rara nota positiva nei meandri di una legislazione dove solitamente invece ci rimetti alla grande.
La morte della famiglia non è un argomento recente, a livello sociale e psicanalitico se ne discute da tanto ed è stato un libro con questo titolo ad essere un best-seller negli anni '70, descrivendo ed ipotizzando situazioni che si sono puntualmente verificate.Avendole io vissute in buona parte penso oggi che in fondo questa cosa non sia nemmeno negativa,intendo il superamento di una famiglia vista in modo ortodosso.Logicamente non sostituita da un'accozzaglia di gente a caso che sverna sotto un'unico tetto (o più tetti,è uguale) come si vede adesso; magari invece da un'idea di gruppo familiare allargato e sostenuto dalle istituzioni a livello economico e sociale ,che possa estendere le libertà individuali dei singoli pur rimanendo rispettosi dei vincoli di ereditarietà genetica che sono presenti.
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echelonright

che gran vantaggio, avere sempre piú persone isolate e sole, nuclei famigliari lacerati e figli che diventano nomadi mentre la fertilitá e la natalitá é in picchiata...
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dimipunk

dimipunk

43 anni, Trieste (Italy)

E chi ha mai parlato di obbligare alla convivenza, Wile? Ho sottolineato il fatto, che, guarda caso, si facilita il compito di rompere le convivenze in un epoca in cui nascono sempre più difficilmente e, durano sempre meno. E, sempre guarda caso, mentre si rende la vita progressivamente più difficile alle famiglie biologicamente compatibili e riproduttive, si facilita il percorso a pseudo-famiglie Frankenstein, composte da gente dello stesso sesso e che, biologicamente, sono un abominio. (Nonché del tutto improduttive per la riproduzione e nocive per l'identità).
Non vedi il nesso tra la precarizzazione economica e l'ingegneria sociale in atto?
Non vedi lo sfilacciamento?
Qui, non si tratta più di coppie che non vanno d'accordo e, che possono divorziare.
Qui, c'è un'intera società che alza bandiera bianca e, si appresta a dissolversi, a partire dal suo nucleo di base: La famiglia.
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WileCoyote

WileCoyote

54 anni, Bologna (Italy)

Io non la metterei giù così dura @dimi. Se due persone non si sopportano più non ha senso costringerle ad una convivenza obbligatoria che può anche sfociare in violenze di vario genere, e facilitare un'uscita il più possibile indolore (anche solo economicamente) da una situazione così lo vedo positivamente.
Quanto alla precarizzazione della vita cui stiamo assistendo sono anche d'accordo, ma non vedo cosa c'entrino nel discorso dello "sfilacciamento" della nostra società le unioni gay (sempre di unione tra due persone si tratta, e quindi va proprio contro questo "sfilacciamento" che tu dici) ed il fine vita assistito.
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zagubena

zagubena

48 anni, Roma (Italy)

D'altronde in una società liquida / Zigmund Bauman/ , con la cultura di adesso, la cultura della fretta, e la commecializzazione della vita intima / se tu non mi dai tanto, io non te la do per niente/, anche il divorzio era ora che si adeguasse ai ritmi, e alle tasche dei frettolosi. Già, cosa vuoi che sia un matrimonio, un impegno, un vincolo vissuto come un peso, e un impedimento alla leggerezza e allo scorrimento veloce, stiamo tutti nella corsia preferenziale no, quindi un divorzio veloce, immediato possibilmente, perchè già sono impegnato nel prossimo disimpegno matrimoniale. >:( >:( >:( >:(
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shreeek

shreeek

52 anni, Vicenza (Italy)

Buongiorno. Divorzio veloce anche per le coppie di fatto......lol !
Buonagiornata
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dimipunk

dimipunk

43 anni, Trieste (Italy)

Divorzio facile? Snellimento burocratico per facilitare un'operazione che, come recita l'articolo stesso, avviene, ormai, sempre più spesso e, per futili motivi. Sarà senz'altro una via di fuga economica, per evitare inutili spese ma, a me suona tanto come una PRESA D'ATTO della società che, niente è duraturo, tutto è precario e di breve durata, gli elettrodomestici come i sentimenti, i contratti lavorativi e quelli d'unione interpersonale. Non voglio negare l'utilità, ripeto, ECONOMICA, di questo espediente ma, esso, è una delle tante campane a morto di una società crepuscolare che, ormai, non può (o non vuole) pianificare più nulla a lungo termine.
Il divorzio facile, quindi, rientra nella stesso olimpo in cui regnano gli dei di oggi: contratti a tempo determinato a vita, deindustrializzazione, delocalizzazione, pensioni bassissime o, inesistenti, moneta virtuale creata dal nulla, atomizzazione sociale, progressiva scomparsa del concetto di nazione, matrimonio e famiglia che, in questo quadro, diventano orpelli obsoleti.
Non voglio certo fare l'apologia del matrimonio e della famiglia, neanche fossero istituzioni limpide, cristalline e prive di contraddizioni ma, dove ci porta l'attuale tendenza?
Quando una società, dimentica i diritti sociali (lavoro, reddito, casa), è il suo unico orizzonte sono dei "diritti" esasperatamente individuali, come l'unione tra soggetti dello stesso sesso, ecco che il divorzio facile capita come il cacio sui maccheroni per incentivare ancor più lo sfilacciamento sociale.
Tra breve, per facilitare il lavoro degli attuali ingegneri sociali, istituiranno il suicidio assistito: questo, ricoperto da una patina tanto pietista quanto pietosa, permetterà alle elites di sbarazzarsi di tanti disabili (per loro) improduttivi, che costano denaro alle strutture pubbliche in via di dismissione.
Il futuro? Nasceremo (forse). Cresceremo una settimana con un padre e una settimana con un altro (non sia mai che il mondo futuro non sia "gay friendly"), frequenteremo una scuola pubblica dequalificata, perennemente senza fondi e senza riscaldamento assieme a una miriade di altri alunni provenienti da 18 nazioni e 4 religioni diverse, se saremo fortunati troveremo un lavoro sottopagato, con contratti trimestrali a venti km da casa, spenderemo tutto il poco che abbiamo per cellulari ultimo modello e medicinali e, se riusciremo a sposarci, usufruiremo del divorzio facile per allontanare il/la noioso/a coniuge con non ci lasciava vedere la partita alla tv. Se, poi, saremo stufi marci di vivere, potremo pagare di tasca nostra, ipotecando l'automobile, un trattamento di fine-vita in qualche clinica (privata, ovviamente), dove potremo tirare le cuoia, guardando la nostra sit-com preferita, intervallata dalla pubblicità dell'ultimo panino big-mac. (quest'ultima uscita, l'ho liberamente presa a prestito dal film: "2022 i sopravvissuti").

Divorzio facile, o resa senza condizioni?
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