India, bimba cresciuta nella foresta come Mowgli

Trovata nelle foreste dell'India una bambina che viveva con un branco di scimmie, la cui storia ricorda quella del protagonista del libro della giungla

È stata trovata nelle foreste in mezzo ad un branco di scimmie della riserva naturale di Katarniaghat nell'Uttar Pradesh, India: lei è solo una bimba di cui non si conoscono le generalità.

La piccola è stata avvistata tra gli arbusti dagli ufficiali, nel corso di un giro di perlustrazione. Il distacco dalla foresta non è stato facile ne immediato: il vice-ispettore Suresh Yadav ha infatti impiegato due mesi per convincere la bambina, che oggi si trova in un ospedale locale, a lasciare il branco.

Secondo quanto riferito dai medici, non parla, non comprende alcuna lingua e cammina utilizzando mani e piedi: non si ha alcuna informazione utile su di lei. Non avendo un nome, e anche per la somiglianza con la storia, è stata ribattezzata dai media e dagli abitanti locali "Mowgli", come il famoso protagonista del romanzo di Kipling.

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30 commenti

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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

Le ultime notizie dicono che la bambina non è stata trovata tra gli animali, ma quando la polizia la ha trovata si trascinava ai bordi di una strada, e sicuramente era stata abbandonata non più di 24 ore prima. Le cause dell'abbandono, sempre secondo la polizia indiana, sono da addebitare a un notevole stato di infermità mentale della minore, oltre a una grave disabilità, il che avrebbe spinto la famiglia, impossibilitata a prendersene cura, ad abbandonarla. Il fatto è possibile pensando che in India l'anagrafe è una cosa embrionale, e pertanto una persona in meno in famiglia possa passare inosservata, soprattutto se è femmina. Purtroppo la versione viene fornita dalla polizia indiana, la cui credibilità abbiamo avuto modo di constatarla nella storia dei nostri due marò.
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

HS, quella che sta da noi non si chiama Serana Gandhi, ma Serena Grandi Tette
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

He He Castoro non fare il furbetto, qua con Dimi risaliamo alla dinastia di Mosè, nun ce prová 🙅
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

dimi, hai ragione tu, ho fatto confusione credendo che il marito di Sonia Maino fosse figlio di Mahatma Gandhi, invece è figlio di Indira Gandhi e quindi nipote di Nehru, e non è nemmeno imparentato con Mahatma Gandhi.
In effetti, ci sono troppi Gandhi in India, per forza poi uno fa confusione..............
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

E pure da noi c'è Serena Ghandi 💥💣
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

Per quel che ne sapevo, Indira aveva un figlio, Rajiv, che divenne anch'esso primo ministro e che, come la madre, venne assassinato in un attentato dinamitardo. Rajiv, era anche il marito di Sonia Maino, a meno che, non sbagli completamente persona.
Gandhi, poi, è un nome molto comune, in quel grande paese.
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Tilikum_

Tilikum_

48 anni, Venezia (Italy)

Penso che sarebbe stato infinitamente meglio che la bambina fosse rimasta nella giungla . Da cio' che e' riportato nell'articolo mi vien da pensare che sia stata abbandonata quando era ancora in fasce . E' stata ritrovata due o tre mesi fa e le autorita' hanno taciuto per evitare la grancassa mediatica . Avrebbe 8 anni di eta' .
Questo , secondo numerose testate giornalistiche che hanno riportato la notizia.
Se veramente non c'e' da fidarsi degli animali , come mai questa bimba non e' stata uccisa quando era piccola ? Come mai e' stata inserita in un gruppo e le e' stato insegnato a camminare e muoversi come i quadrumani ? La bambina e' stata aiutata a sopravvivere , questo e' . I sapiens sapiens avranno la stessa cura ?
Strapparla al suo habitat per inserirla in un contesto dove la donna e' considerata solo merce e' la cosa piu' stupida che si potesse fare .
D'ora in poi verra' esibita come fenomeno da baraccone . Ci scommetto .
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

va beh, dimi.........
mi porti come esempio Indira Gandhi, niente popò di meno che la figlia di Jawaharlal Nehru, che poi entrò in politica quando suo padre fu nominato primo ministro. Ma non è imparentata con Sonia, Indira prese il cognome Gandhi dal marito, che casualmente portava lo stesso cognome del Mahatma Gandhi, senza esserne parente.
Comunque, se la cicogna, intelligentemente ti fa nascere figlia di Nehru, è facile che anche se donna tu possa avere un posto di prestigio (guarda il figlio di Bossi, il trota........... OK, è un esempio stupido, ma credo renda l'idea).
Sui fancazzisti che andavano in India negli anni 60, ma anche dopo, la penso esattamente come te. Ne conosco un paio, uno è morto precocemente per danni da alcol, l'altro è ancora vivo ed è seguito dal centro di salute mentale, e non solo per alcol. Ricordo che al ritorno dal loro viaggio in India, entrambi raccontarono estasiati quanto fosse bello fumare oppio.
Ho ancora in qualche cassetto della mia scrivania un mezzo pacchetto di Thirthy, le sigarette più povere che giravano in India, che 35 anni fa costavano 20 lire al pacchetto di 30 sigarette (da cui il nome thirthy), che erano fatte con una foglia di eucalipto arrotolata, e che mi sono state portate da uno dei due.

p.s.
Per i due film citati, da te e da must, confesso di non aver visto nessuno dei due
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

A me è piaciuto.
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Mustaine

Mustaine

45 anni, Roma (Italy)

Non c'entra una cippa ma l'accostamento Verdone+India mi ha fatto tornare in mente il film di Alberto Sordi "Sono un fenomeno paranormale": probabilmente uno dei suoi film più brutti... 👳
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

Castoro, ho ben pochi dubbi circa il contenuto dell'articolo di Serena Panagini.
Inoltre, mi riferivo ad Indira Gandhi, non a Sonia Maino, (sua nuora, tra l'altro); Volevo solo far rilevare che, penso sia meglio la bambina venga accolta in una comunità umana, che non in un branco si scimmie, e questo, a prescindere dalla complessità e della durezza della società indiana.

Quest'ultima, poi, è il riflesso della sua cultura. E, se stabiliamo la profonda differenza di vedute tra la forma mentis indiana e quella europea e, di conseguenza, la sua ingiustizia secondo i nostri canoni, non sarebbe ora di sfanculare a dovere tutti quei zozzoni/fannulloni/annoiati che, quaranta anni fa andavano in India per seguire i loro fantasmagorici e narcotici sogni di "illuminazione"? Tutti quei nauseanti fricchettoni ben rappresentati da Carlo Verdone in "Un sacco bello"?
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Sinceramente più che l'India e mougly mi preoccupa maggiormente il commercio di cui ho parlato prima. Mi terrorizza il solo pensiero.
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Castorino, le donne son furbe, rimangono in Italia, e a noi ci sollazzano gli istinti altri posti più esotici che di esotico niente hanno ma fa così moda parlarne.. insomma il sogno che poi dovrebbe essere la giusta ricompensa di una vita dedicata piu agli altri che a noi stessi
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

e quindi tanto vale andare a vivere in India? Anche per le donne?
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Ah sì si, tutto ben classificato e codificato e documentato.. peccato che in ogni parte del mondo spariscano migliaia di persone perlopiù giovani o peggio ancora..Bimbi.
Non si sa bene che fine facciano, nella migliore delle ipotesi, in questo caso, che finiscano nei campi nomadi, in altri non si sa e si preferisce non sapere perché esiste da sempre un commercio orribile che va'dall'espianto di organi sani al mercato sessuale di ogni genere alimentato da capitali assurdi.
E questo accade anche da noi, in America, Africa, Asia.
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

tratto da "lifegate.it"

Essere donne in india, una condizione discriminata e sottoposta a continue violenze psicologiche e non solo. Un racconto che lascia senza parole
Tradizionalmente il popolo indiano è prettamente
maschilista, la donna in India non è altro che un’eterna inferiore,
dipende prima dal padre, poi dal marito e infine dai figli.

La donna deve sposarsi, è il suo “compito”, i matrimoni sono
stipulati dai genitori e gli sposi spesso sono scelti attraverso
brevi trafiletti sui giornali.
Molte famiglie per procurare alle figlie uno sposo che le rispetti
(e che si rispetti) devono sborsare, come dote, cifre superiori
alle proprie possibilità, indebitandosi per intere
generazioni. Non solo, accade spesso che suocere e mariti,
insoddisfatti della dote ricevuta, si sbarazzino delle mogli,
simulando incidenti domestici, liberandosi così dal vincolo
del matrimonio, altre volte, giovani donne, esasperate dalle
pressioni della famiglia, vengono spinte al suicidio.

Inoltre la donna, dal punto di vista religioso, non ha nessuna
possibilità di salvezza, di conseguire direttamente il moksa
(la salvezza), ma deve garantirsi, con i propri doveri di moglie
devota, la rinascita come uomo per poter finalmente intraprendere
il cammino per la libertà.

Poiché il sistema delle caste indiano non concede spazio al
singolo in quanto tale, esso è considerato in rapporto alla
sua funzione; quando quest’ultima viene meno l’individuo è
svalorizzato al punto di essere emarginato e/o estromesso dal
contesto sociale.

E’ proprio quanto, ad esempio, accade alle vedove che, perdendo con
la morte del marito la loro ragione d’essere quali spose, finiscono
per non avere più alcuna collocazione nella società e
nella famiglia.
Sottoposte a violenze psicologiche quali l’allontanamento dai
figli, la proibizione di risposarsi e la sottrazione dei gioielli
di nozze, le donne indossano sari (tradizionale veste) bianchi, si
coprono il capo, quando non è rasato, e trovano l’unica
consolazione nella religione.

Ad esempio a Vrindavan più di 500 vedove trovano rifugio nel
“Bhagvan Bhajan Ashram”, dove cantando per 8 ore al giorno inni
sacri a Krishna, ricevono 250 grammi di riso, 50 grammi di dhal
(legumi) e 10 rupie (circa 500 lire). Alla sera si ritirano a
gruppi in sordide stanze in attesa di una grazia che non
arriverà mai.

Serena Penagini
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

dimi, non farti ingannare dal fatto che in India ci siano state donne ai vertici istituzionali, come Sonia Gandhi (Edvige Antonia Albina Maino, detta Sonia), attuale presidente del Indian National Congress, entrata nella politica Indiana in base al fatto di essere la vedova del figlio di Mahatma Gandhi, e quindi portandosi addosso un cognome anche troppo grande per una persona così meschina e subdola.
La storia indiana ci dice che una volta, molto molto tempo fa, la donna in India godeva di pari dignità con l'uomo, i fatti odierni invece ci dicono che la donna in India conta poco o nulla.
La Fondazione Reuters denuncia come l'India sia al quarto posto mondiale, e la prima nel G20, come nazione pericolosa per la vita delle donne.
In India l'individuo vale soltanto in base alla sua funzione sociale, come essere umano non ha valore, e la donna vale ancora di meno.
Spero basti per dire che medici e studiosi nei confronti della bambina avranno carta bianca, speriamo che non ne facciano una cavia, e il timore, per quanto tu pensi sia inesistente, è più che legittimo.

nel prossimo post ti riporto con copia-incolla l'articolo tratto da "lifegate.it" a firma "Serena Penagini".
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

Non è la prima volta che accadono fatti come quello narrato in questo articolo.....notizie simili sono state riportate da almeno tre continenti diversi, o almeno da quelle zone territorialmente ampie, dotate di molta natura selvaggia e, con una struttura sociale poco tecnologica. (Per quel che ne so, l'india non dispone di un anagrafe).
Prendendo spunto dall'osservazione di HS circa il sistema di vita animale, non si può che concludere che, la soluzione meno peggiore è, senza dubbio, quella dell'adozione della bimba in seno alla comunità degli umani, ossia la sua.
La società indiana sarà pure poco incline al riconoscimento dei diritti femminili ma, è lo stesso inserita nel contesto politico di una repubblica parlamentare dove, un primo ministro donna, ha governato per svariati anni e dove, non viene ignorato il concetto di cura e assistenza dell'infanzia.
Nella società animale, regna la pura necessità e la pura sopraffazione e, crescendo, la bambina non avrebbe avuto alcuna possibilità di cavarsela. Parafrasando HS, è un discorso che devo fare spesso con la sorella militante animalista che, immagina un mpondo popolato da un' utopica innocenza animale, liberato dalla crudeltà predatrice degli umani.
Infine, non enfatizziamo troppo, come ha fatto il Castoro, l'eventuale studio di questa bambina da parte di medici, psicologi ed antropologi; il fatto che la studino non significa che la trattino male e, in ogni caso, venire seguita da un paio di studiosi che ti osservano da vicino, è pur sempre meglio che venir sbranata a morsi dalla scimmia capobranco che ti reputa dannosa.
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Il mondo animale è profondamente diverso dal nostro​, umano, animalisti fatevene una ragione, chi pensa che un essere umano possa essere sostituito con un animale fá esso stesso una preclusione alla società che difficilmente potrà integrarla. Vivrete bene coi vostri animaletti, male con gli umani!
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

ho già postato in un articolo precedente come in India la donna sia considerata poco e niente, alla stregua di un oggetto che serve al maschio per replicarsi, per accudire i "suoi" figli, e per tenere in ordine la casa. L'usanza poi (barbara) che per i genitori sia esageratamente oneroso sposare la figlia, e oltremodo degradante non farlo, fa sì che avere un figlio femmina sia una iattura. Da qui nasce probabilmente l'abbandono della bambina nella foresta. Si sa per certo che molte neonate femmine vengono uccise e occultate subito dopo il parto, il cassonetto è probabilmente il metodo più utilizzato anche in India.
Ora appare evidente che non si poteva lasciare la bambina con le scimmie, oltretutto crescendo dubito che i primati avrebbero continuato ad accudirla o tenerla nel branco, le differenze fisiche non avrebbero permesso una sua integrazione, nemmeno imparando a camminare a 4 zampe. Col tempo sarebbe diventata un peso anche per la comunità di scimmie, e come si fa in natura la avrebbero abbandonata a se stessa.
Pertanto l'unica cosa possibile è stata chiaramente riportarla tra gli umani, ma temo sinceramente per lei, per quello che i luminari che la studieranno saranno capaci di farle.
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Mustaine

Mustaine

45 anni, Roma (Italy)

Già, come si discuteva sugli altri articoli, è evidente che la vita delle donne in alcuni paesi valga zero. Proprio oggi al tg sentivo la notizia di una quindicenne egiziana, a Torino, tolta alla famiglia (dopo aver tentato il suicidio una sua amica l'ha convinta ed aiutata a rivogersi ai servizi sociali) perché le avevano organizzato il matrimonio, obbligandola con la forza naturalmente, con un connazionale 25enne (si sarebbe dovuta trasferire poi in Egitto ed avrebbe dovuto abbandonare gli studi). Non aggiungo altro...
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Ho sentito ieri la notizia in radio, per fortuna è stata sottratta dalla giungla, non avrebbe scampato ancora molto​, crescendo la sua diversità sarebbe stata fatale eil branco la avrebbe scacciata a morsi... Esperimenti del genere sono già stati fatti in passato dai nostri scienziati 😟 e chissà cos'altro...
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romeo972

romeo972

45 anni, Bari (Italy)

La notizia appare incredibile, specialmente pensando a come la piccola sarebbe finita nella foresta per poi farsi accogliere amorevolmente nel branco di scimmie che l'hanno di certo permesso di sopravvivere nel frattempo.
In effetti, si stenta a credere come sia stato possibile superare per una bimba le tante difficoltà e pericoli che attendibilmente si potrebbero incontrare in una foresta. Per fortuna o per combinate situazioni favorevoli, evidentemente tutto è potuto andare avanti...

E' triste leggere chi sostiene, spero come infelice battuta, che sarebbe stato meglio lasciarla lì nella foresta.
L'essere umano è biologicamente un animale ma non selvatico. Non è concepibile vivere sano in solitudine assoluta, all'oscuro dei suoi simili. Non è assimilabile ad un cinghiale da liberare in un parco protetto! A ben vedere, si sa, le note tribù che ancora oggi vivono con buon isolamento nelle foreste pluviali o equatoriali costituiscono in realtà una comunità, pure particolarmente solidale, e non soggetti solitari.
Eppoi, sono note a tutti, specie nei tempi moderni, le innumerevoli attenzioni che i genitori riservano ai propri figli, preoccupandosene giustamente e spesso eccessivamente. Quale genitore coscienzioso lascerebbe il proprio figlio nella foresta in totale abbandono?
Non scherziamo, sù!

Ad ogni modo, come dovrebbe e sarà gestita la bimba da chi l'ha in affidamento a vario titolo è certo altra questione, che nulla toglie all'opportunità di allontanarla dall'isolamento più completo in cui per troppo tempo ha vissuto. Una gran bella responsabilità per chi se ne occupasse!
A dirla tutta, se si procederà a studiare il caso scientificamente, attraverso l'intervento di esperti quali medici, antropologi, sociologi, psicologi, non sarebbe un problema, se nel rispetto dell'identità quantomeno "umana" del soggetto, nell'evidente interesse sia di quest'ultimo sia degli altri.

In verità, la scienza, come la tecnologia, non è di per sé interpretabile come il male,
perché la malvagità è nel modo e nel fine messi di fatto in essere!
👋
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emmolina

emmolina

49 anni, Venezia (Italy)

Si sicuramente stava meglio dov era!!
Probabilmente i genitori l hanno abbandonata essendo femmina, succede pure qui, solo che li buttano nei cassonetti e indipendentemente dal sesso............
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

Con quella considerazione che gli indiani hanno per le donne forse era meglio se restava tra le scimmie. Senza considerare che adesso sarà oggetto di ricerche (esperimenti) per psicologi, antropologi, medici...........
povera bambina!!!!
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resiliente59

resiliente59

58 anni, Genova (Italy)

Ecco , ora è in mano dello stato...
Povera, era fortunata e ora si trova tra i furfanti
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