Giornalista dà la notizia della morte del marito in diretta

La giornalista indiana, Supreet Kaur, scopre che il marito è morto in un incidente stradale nel corso del Tg: è lei stessa a dare la notizia con professionalità

Un giornalista indiana, Supreet Kaur, si è ritrovata a dover dare la notizia in diretta di un grave incidente in cui cinque persone che viaggiavano su una Renault Duster hanno perso la vita, tra cui suo marito.

Nel dare la comunicazione, la donna resta impassibile, non mostrando alcun segno di emozione andando avanti con il suo lavoro.

Il marito, Harsad Kawade, si stava recando a lavoro con altri quattro colleghi, su una strada percorsa tutti i giorni, che stavolta però si è rivelata mortale. La conduttrice ha sfogato il suo dolore solo quando è uscita dallo studio.

I colleghi l'hanno descritta come coraggiosa e professionale per il modo in cui ha saputo gestire l'intera situazione in diretta tv.

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50 commenti

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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

si super, forse le cose stanno proprio così. In India non sei nessuno se non hai un ruolo, la persona non esiste se non in funzione di ciò che esercita. La donna poi, se solo donna, ancor più dei maschi non vale nulla. Quindi, ci troviamo di fronte a un caso in cui la giornalista è stata elogiata proprio perché ha fatto bene il suo lavoro di cronista, evitando di essere una donna.
Una persona, che come persona non esiste, non può provare sentimenti, e non sarebbe stato capita se davanti alle telecamere avesse avuto un cedimento.
Da questo nascono ovazioni e complimenti, ma solo perché per gli indiani questo è il modo corretto di comportarsi. Qui da noi per fortuna le cose sono diverse, e io mi dissocio dal congratularmi, provo pena e basta.
Stiamo andando anche noi verso quella strada? Gli Americani già ci sono? Se ci sono loro ci arriveremo anche noi. Tutto quello che succede in USA prima o poi succede anche qui, sembra che la nostra preoccupazione principale sia assomigliare a loro, e copiarli.
Ma vorrei fare una riflessione, una persona vale veramente in base a quanto è brava nel suo lavoro? Io spero di no, si dice Pietro Pacciani sia stato un bravo contadino..............
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supermaffepro

supermaffepro

52 anni, Milano (Italy)

Castoro, su quanto scrivi sono con te ..se osserviamo solo in Italia, non siamo molto distanti da quella professionista ..da chi abbiamo imparato?
Dagli Americani USA, che dove vanno loro tutto si sfascia
Preferisco i sentimenti al cinismo professionale e mi batto come sempre contro le prepotenze di ogni genere
La giornalista, poteva lasciare il suo posto?
Dipende dagli obblighi e dalle minacce che incombevano su di lei ..questo mondo non è a misura d'uomo e tanto meno a misura di donna, forse un giorno lo sarà ..forse
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

Tanti elogi alla professionalità della giornalista, ma perché una persona deve essere "professionale" di fronte a una tragedia? Perché lo vuole il ruolo? E i sentimenti dove stanno? E essere dei comuni esseri umani non ha nessun valore?
Qualcuno avrebbe criticato la giornalista se fosse scoppiata a piangere davanti alle telecamere? O se avesse abbandonato lo studio di corsa per correre sul posto dell'incidente? Io sono sicuro che lo avrei fatto.
Vedo troppo spesso come la cosiddetta "professionalità" non sia altro che cinismo, incapacità di provare sentimenti se non in misura ridotta, un rispetto dei ruoli, muoversi secondo schemi preconfezionati che nulla hanno a che vedere con quello che una persona può provare.
E' la professione che supera l'essere umano, la professione vale di più della persona che la esercita, e non mi piace.
Il ragionamento vale ovviamente se la tipa non aveva motivo di essere felice per la dipartita del marito.
Ma io amo di più le persone vere, quelle che non nascondono la propria debolezza di esseri umani, quelle che sono talmente forti da non aver paura di essere deboli.
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supermaffepro

supermaffepro

52 anni, Milano (Italy)

Se le donne 2017, sono tutte come quella giornalista è finita
Cercasi tipetta mentalmente sana e con la voglia di vivere ..Esisti? 😳
Se ci sei batti un colpo che poi te ne piazzo 2 😜 😂 😂 😂 😝
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Miguel62

Miguel62

60 anni, Lecce (Italy)

Certo e' anche facile immagginare come una notizia di questo tipo lasci un po' indecisi , nel senso che pensare che una persona alla morte del partner resti indifferente come gia' stato detto da altri commenti per quanto altissima sia la professionalita' della stessa fa un po pensare , inoltre si puo' credere che magari chissa' "ipotesi" fra una coppia non ci sia poi tutto quell'amore , o che magari sia stata data la notizia per rendere lo scoop ancora piu' incredibile , certo e' che queste sono solo supposizioni , solo la giornalista ci saprebbe dare la risposta , in ogni caso " condoglianze ".
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Miguel62

Miguel62

60 anni, Lecce (Italy)

Beh , che dire , stavolta ho letto tutto l'articolo e dico meno male che poi si e' sfogata fuori dallo studio dispiaciuta , quindi complimenti per la professionalita ' , che dire altro.
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

La vicenda dei marò è ben lungi dall'essere conclusa..............
l'articolo di Repubblica è totalmente fuorviante.
Pur ammettendo che è stato il tribunale internazionale a decidere che Girone doveva tornare in Italia (lo si legge nell'articolo, ma non nel titolo), ha cercato di far passare la decisione come fosse stata presa dalla Suprema Corte Indiana.
In realtà la corte indiana non ha fatto altro che ordinare controvoglia che venisse fatto quanto deciso a l'Aia, dopo aver tentato di opporsi con tutte le sue forze. E alla fine ha ottenuto pesanti condizioni in cambio che entrambi i marò stiano in Italia fino a che il tribunale dell'Aia deciderà se il caso debba essere giudicato dall'India o dall'Italia.
I giudici dell'Aia si sono presi tempo fino al 2018 per decidere in merito. e l'Italia si è impegnata a rimandare i Marò in India, se il tribunale internazionale dovesse decidere che spetta agli indiani giudicare il caso. Inoltre sia Girone che La Torre devono essere sorvegliati per evitare una eventuale fuga, e sono stati privati del passaporto.
A quattro anni di distanza l'India non ha ancora formalizzato alcuna accusa nei confronti dei due fucilieri, ma continua a fare la voce grossa. Vale la pena notare che in questo caso negli USA il termine massimo di riduzione della libertà senza una accusa precisa è di 6 ore, in Italia di 48 (24+ 24 di proroga convalidata dal GIP), in India si ammette tranquillamente che duri anni e anni.
Questo la dice lunga sul grado di civiltà degli indiani, il motivo che l'accusa non è ancora stata formulata sta nel fatto che in mancanza di essa i due militari non possono nominare periti di parte per visionare i reperti (pallottole, peschereccio, GPS, eccetera) e la polizia indiana ha potuto eseguire perizie sulle armi, munizioni, imbarcazioni, e sui corpi dei pescatori uccisi senza la presenza di periti nominati dall'Italia. Questo io lo chiamo "giocare sporco", ma da quel popolo io non mi aspetto nulla di meglio.
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Ciao Castoro la notizia la avevo sentita per radio con le motivazioni anacronistiche di conferma balistica dei proiettili non in dotazione alla Marina Italiana (anni per sentenziarlo?) comunque di seguito il link all'articolo de La Repubblica trovato sul web, mi sembra attendibile:
http😕/www.repubblica.it/esteri/2016/05/26/news/maro_corte_suprema_india_immediato_rientro_girone-140619880/
Per quanto riguarda la uso della forza per liberare i nostri fucilieri non è certo partita da me la proposta, frainteso forse con la mia di non consegnarli in partenza!
Credo sia stato un atto di"devozione" verso un ottimo cliente committente di ingenti forniture belliche, che faccia piacere o meno siamo tra i più grandi produttori e commercianti mondiali di armamenti e sistemi elettronici a scopi bellici. Speriamo che anche qui non venga trovata una corresponsabilità della Chiesa ...
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

Dimi,
Il fatto è accaduto durante un governo guidato da uno che al mattino si guardava allo specchio, e faceva training dicendo: "ma come sono bello, ma come sono bravo". Poi si lodava almeno una volta al giorno davanti ai giornalisti. Non mi viene in mente nulla che sia stato trattato come si deve da quel premier incapace, e i suoi successivi risultati elettorali provano che non siamo in pochi a pensarla così.
Le tiepide proteste per il comportamento degli indiani sono tutto quello che ci si potesse attendere da quel premier senza palle, E l'interventismo militare auspicato dai beoti era imbecillità allo stato puro. Piuttosto dobbiamo rimarcare come l'Europa esista solo geograficamente, in parte monetariamente, e la nostra diplomazia non sia riuscita a farsi appoggiare dalle nazioni partner europee. Ma forse Monti nemmeno lo voleva, c'erano i contratti finmeccanica che gettano ombre inquietanti sulla vicenda. Proprio quei contratti che si voleva salvare, e gli indiani hanno trovato comunque il pretesto per annullare, rendendoci cornuti e mazziati.
Infatti ci sono state le dimissioni del ministro degli esteri, e l'incarico è stato assunto dal premier stesso ad interim.
A questo aggiungici quel pseudo personaggio, tossico e ipocrita, di Sonia Maino, preoccupata solo di evitare prese di posizione che potessero avere ripercussioni sulla campagna elettorale imminente.
Comunque il comportamento della polizia indiana sul caso è quanto di più vergognoso si possa immaginare. Può essere superato solo da una magistratura ancor peggio di quella nostrana (non avrei mai pensato che ne potesse esistere una), che a distanza di 4 anni rivendica il diritto a giudicare il caso, ma non ha ancora formulato una accusa nei confronti dei marò.
Comunque mi chiedo da dove sia uscita questa notizia che la vicenda sia finita, quando stiamo appena aspettando che il tribunale internazionale decida se i due marò debbano essere processati in Italia o in India, e la decisione è prevista nel 2018.
A me risulta che i due militari siano in Italia, ma con l'impegno del governo Italiano di rimandarli in India se dovessero essere processati da loro.
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

E' fuor di dubbio che la faccenda dei due fucilieri di marina, sia stata torbida e piena di omissioni, nonché venata di arbitrarietà, soprattutto da parte dell'India però, è anche vero che, la questione, è stata affrontata a livello di massa, con toni che sfioravano il delirio.
Diciamo che ha fatto emergere il peggio dell'ignoranza italiota, riguardo certi argomenti e, la percezione che si ha di certe nazioni lontane.
Per quelli di destra, i marò erano innocenti a prescindere, in quanto italiani, per quelli di sinistra, erano colpevoli a prescindere, in quanto militari.
E l'Unione Indiana, vista da queste categorie, come un villaggio di fachiri, o come una nazione terzomondista in lotta contro il neocolonialismo......percezioni mitologiche, fuori da qualsiasi contesto reale, metanarrazioni da web.

Riprendendo l'intervento di HS, ho sentito gente dire: "andiamo là e riprendiamoceli!".
E, di grazia, come avreste voluto fare? Qualcuno, in preda a deliri da "Campagna d'Abissinia", favoleggiò di un blitz delle forze speciali, per liberare i due fucilieri di marina. Certo, come se uno stato, che è anche una potenza nucleare, e con un esercito abituato alla guerriglia islamista del kashmir, se ne stesse lì, a braccia conserte, ad aspettare una possibile incursione, chissà da dove e, permettesse una rapida via di fuga, alla maniera di John Rambo, che se la fila in elicottero, dopo aver liberato i prigionieri macilenti di una guerra finita, da una prigione di canne di bambù, gestita da alieni nati in una giungla, che urlano "cin ciun cian" tra una raffica e l'altra dei loro AK47.
Potenza della fabbrica dei sogni Hollywoodiana!

Si, la vicenda è dunque finita. Però ha dimostrato una cosa: l'inadeguatezza a far valere le proprie ragioni da parte di uno stato, l'Italia, privo da decenni di sovranità politica, economica, militare, nei confronti di qualsiasi altra potenza, decisa a puntare i piedi.
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Scusate se mi inserisco tra faccende religiose, Girone il secondo nostro marò è stato dichiarato innocente dalla giustizia Indiana il 26 Maggio 2016. È una delle tante belle notizie che passano in sordina ma non fanno scoop. Gli anni sono passati e i nostri due giovani​ li hanno persi inutilmente. Con un po'di lacrime amare voglio dire che non li avrei MAI lasciati in balìa di nessuno, me li sarei portati a casa, e al loro posto sarei andato io, come avrei fatto con mio figlio.
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

Must, sono nelle stesse tue condizioni, e sono pure eretico, che già vale la scomunica. Poi me la sono meritata altre volte per convivenze "more uxorio" (ma mi sembra che per queste il nuovo Papa mi abbia perdonato). Però il discorso indiano esula dalla religione, le nefandezze che si perpetrano in quella zona sono profondamente contrarie anche a qualsiasi morale laica. Non che qui da noi non avvengano casi di prostituzione infantile, femminicidi, violenze sessuali, eccetera, ma le proporzioni tra India e resto del mondo sono paurose. Nel prendere coscienza dei diritti umani l'India è indietro di 500 anni come minimo, supera molte delle zone asiatiche e africane che definiamo "terzo mondo". e si spacciano per la più grande democrazia mondiale. Lo sono, certo, ma solo come numero di abitanti.
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Mustaine

Mustaine

45 anni, Roma (Italy)

Castoro...io sono anticlericale, antiecclesiastico, blasfemo...il mio unico peccato è stato essere battezzato quando ero incapace di intendere e volere! In gioventù volevo addirittura ottenere la scomunica: purtroppo, però, la si ottiene solo per gravi atti contro la chiesa stessa. Però, ribadisco, i numeri in India sono alti: ogni azione malvagia va riportata e paragonata al proprio tempo. Certo il potere temporale della chiesa è stato determinante nel cambiamento della storia umana ma è insito nella natura umana stessa credere in qualcosa diverso da se stessi per giustificare le proprie azioni, anche le più infamanti.
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Io consiglio la giornalista Indiana di iscriversi a Lovepedia
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

must, la chiesa cattolica ha fatto anche di peggio, non si è macchiata solo della inquisizione, c'è anche lo sterminio di popolazioni per loro "primitive" a cui portare la parola di Dio, e la sottomissione di intere popolazioni al solo scopo di continuare ad accumulare ricchezze. Perlomeno gli indiani rimangono con le loro nefandezze nel loro territorio, non hanno la pretesa di invadere il mondo come la Chiesa Cattolica. Hitler al confronto era un dilettante.
Senza considerare poi che per la Bibbia la donna non ha più dignità che in India, o rispetto al Corano. Di buono c'è che da noi i tempi sono cambiati, ma li abbiamo cambiati noi, non loro, che venerano ancora San Agostino, San Paolo, e altri, secondo i quali la donna è un essere impuro e inferiore. Nella scala gerarchica l'uomo è servo di Dio, e la donna serva dell'uomo. Persino questo attuale Papa, così simpatico e amato da tutti, si è lasciato sfuggire un appunto "sulla donna provocatrice". Poteva risparmiarselo!!!!
Di nuovo c'è solo che adesso la chiesa agisce in modo più sottile e subdolo. Sono cambiati i tempi, e la chiesa ha cambiato strategia, tutto qui.
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massi765

massi765

45 anni, Roma (Italy)

La professionalità non è una dote che può imbavagliare un sentimento ed un emozione profonda che nascerebbe con la perdita del proprio marito o moglie che sia. Io ritengo che qualsiasi persona professionalmente valida o meno, si commuoverebbe alla scoperta della morte del proprio compagno. Una freddezza di quel tipo mi fà pensare a che tipo di amore aveva quella donna per quell'uomo? E la conclusione è che ritengo che quella donna sia una persona con dei problemi. Quali problemi abbia non lo sò perchè non ho le competenze di uno psicologo-psichiatra, ma ribadisco la mia opinione che per me o è una persona con dei problemi, o era una messinscena per cercare lo scoop per far soldi. E oggi i soldi comandano parecchi sentimenti, purtroppo, non i miei però il mio dubbio lo ritengo più che lecito.....
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Dairlewanger

Dairlewanger

41 anni, Piacenza (Italy)

Mi puzza il comportamento della giornalista......non mi convince
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romeo972

romeo972

45 anni, Bari (Italy)

Giudicare il comportamento di una persona senza conoscerne bene i sentimenti provati è assai difficile, oltre che inopportuno, se non altro perché si tratterebbe di valutare ambiti troppo personali per cui non generalizzabili.
Da qui, all'oscuro dei dettagli, ritengo che non sia il caso di giudicare in alcun modo il comportamento della giornalista indiana Supreet Kaur.

A dirla tutta, un'osservazione viene spontanea, notando l'atteggiamento tenuto in diretta TV dalla donna. Nella notizia si evidenzia al proposito sia il coraggio sia la professionalità dimostrate ma, a mio avviso, erroneamente.
In generale, coraggio e professionalità dovrebbero essere riferiti al risultato prodotto non al modo tenuto per raggiungerlo. Da qui, si può con coraggio dimostrare professionalità nello svolgere un'attività anche palesando sentimenti provati non affatto predisponenti.
In altri termini, come per natura umana, nonostante le apparenze, paura e coraggio non sono sempre inconciliabili come professionalità ed inquietudine non sono sempre incompatibili.

Ad onor del vero, l'atteggiamento impassibile della giornalista lascia molto riflettere, tra obiettiva perplessità ed ...invidiabile ammirazione!
👋
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Mustaine

Mustaine

45 anni, Roma (Italy)

L'articolo postato da Castoro lo avevo già letto. Infatti avevo detto che spesso le donne in India sono vittime di infanticidio. Dimi...la tua non è una provocazione ma in parte verità. Però non credo che nemmeno la santa inquisizione medievale si sia mai avvicinata a quel che avviene in India...
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

Piccola provocazione: in questo orrore manca la terribile Chiesa Cattolica che opprime e reprime noi poveri europei......
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

Se avete voglia di provare orrore e disgusto leggete questo articolo che ho tratto da "Repubblica", se non avete voglia di rovinarvi la serata passate oltre........

India, dove nascere femmina è una sentenza di morte
di EMANUELA STELLA

ROMA - In India, nello spazio di tre generazioni, più di 50 milioni di persone (pari all'intera popolazione di Svezia, Austria, Belgio, Portogallo e Svizzera) sono state sistematicamente sterminate per l'unica ragione di essere femmine. Rita Banerji, fondatore della campagna Fifty million missing (Cinquanta milioni che mancano all'appello), parla senza mezzi termini di un genocidio, la cui arma principale è l'aborto selettivo: ma milioni di bambine la cui unica colpa è appartenere al sesso "sbagliato" sono uccise subito dopo la nascita, e in questo paese la frase "è femmina", pronunciata dall'ostetrica, può ancora suonare come una sentenza di morte.

Una piaga generalizzata. Fin dal 1997 (18 anni dopo l'introduzione in Cina della politica del figlio unico, tesa a limitare le nascite) l'Organizzazione mondiale della sanità ha bollato l'aborto selettivo come un atto di violenza contro le donne: ma in India, come pure in Cina, l'eliminazione delle femmine, quando una ecografia rivela che il nascituro appartiene al sesso "sbagliato", è una piaga generalizzata. Che produce in primo luogo uno squilibrio demografico: in Cina il rapporto tra maschi e femmine sul complesso della popolazione è di 131 a cento; nella provincia dello Zhejiang si contano attualmente 860mila maschi al di sopra dei 22 anni contro 260mila femmine, e su 25 milioni di bambini che ogni anno nascono in Cina, i maschi sono in media 750mila più delle femmine.
E' stato calcolato che in India e Cina si eliminano più bambine di quelle che nascono in America ogni anno.

Tutto ruota attorno al problema delle doti alle figlie. Il paese in cui nascere femmina può costare la vita. Ma è soprattutto in India, dove essere femmina può costare la vita anche a quelle riuscite a diventare adulte, che il fenomeno assume i connotati più cruenti. Rita Banerji sottolinea che sono sei, in questo paese, le principali cause di morte per il sesso femminile: l'infanticidio, la morte nell'infanzia per fame e maltrattamenti, la morte delle donne costrette a ripetuti aborti perché il feto è femmina, le uccisioni che ruotano intorno alla questione della dote delle figlie, i "delitti d'onore", il linciaggio delle "streghe".

Le "destinate alla fossa". Il metodo "di elezione" di questo genocidio del sesso femminile è certamente l'aborto selettivo, assieme all'infanticidio. Nello stato meridionale di Tamil Nadu l'uccisione delle femmine è talmente comune che le seconde figlie femmine vengono chiamate "le bambine destinate alla fossa". Se una figlia è considerata un fardello, due sono un peso che le famiglie non possono assolutamente permettersi: perché tirare su una figlia costa, soprattutto per la dote matrimoniale, che sebbene illegale viene tuttora pretesa dalle famiglie dei mariti, le uniche a godere i profitti dell'oneroso investimento compiuto dalla famiglia di origine.

Affogate, soffocate, sepolte vive. Dalla nascita al primo anno di età, le bambine vengono annegate, oppure avvelenate, ammazzate facendo loro mangiare sale, o anche seppellite vive; ma vi sono anche metodi che possono essere certificati dai medici come decessi naturali, quali tenergli addosso coperte bagnate per indurre la polmonite o ucciderle dando loro da bere alcool per causare una inarrestabile diarrea. Il tasso di mortalità per le bambine, tra uno e cinque anni, è in India 75 volte più elevato di quello dei maschi: muoiono 100 femmine ogni 56 maschi, mentre il tasso di mortalità in questa classi di età nel mondo è di 116 maschi ogni 100 femmine. E molte donne e bambine uccise sfuggono alle statistiche perché in ospedale nemmeno arrivano, e nessuno indaga.

Una mamma confessa: "Ho strozzato le mie 8 bambine". . Pubblicato nel 2011 in Archives of pediatric and adolescent medicine indica che un milione 200 mila bambine, la cui nascita è stata registrata in India tra l'85 e il 2005 sono morte nei primi mesi di vita. Un altro milione 800 mila sono morte prima di arrivare ai sei anni: ma moltissime sono soppresse, spesso dalla madre, all'atto del parto. Lascia inorriditi, nel trailer del documentario It's a girl, il racconto di una donna che tra risatine imbarazzate racconta di aver soffocato e seppellito in un campo, con le sue mani, le otto figlie che aveva partorito, perché erano del sesso "sbagliato". E comunque in India muore una donna ogni 5 minuti per cause collegate ad un aborto, ad una gravidanza, al parto.

Alle donne si nega la dignità. Basta guardare i titoli recenti dei giornali indiani: "Le danno fuoco perché mette al mondo una femmina" è un titolo quasi di routine; come pure "Trovata neonata nel cassonetto, la seconda in una settimana". La strage di donne, sostiene Rita Banerji, affonda le sue radici in una organizzazione sociale patriarcale, che priva le donne di ogni diritto e persino della dignità di esseri umani. E che lega il loro destino all'usanza della dote, tuttora la forma più facile di acquisizione del reddito per intere famiglie: per questo tutti vogliono un figlio maschio, per assicurarsi una rendita a vita grazie alla nuora.

L'eredità solo ai maschi. E i genitori della donna, col pagamento della dote, si assicurano dal canto loro che la figlia non possa avanzare pretese sulla futura eredità, che andrà esclusivamente ai figli maschi. Inoltre a un reddito più elevato corrisponde una rendita dotale più elevata: ecco perché la strage delle donne non è figlia solo dalla miseria, ma persiste anche negli ambienti economicamente privilegiati. Senza contare che ammazzare una moglie è più conveniente di un divorzio, perché da separata lei potrebbe reclamare indietro la dote corrisposta alla famiglia del marito.

La campagna contro l'infanticidio. La campagna internazionale contro l'infanticidio e il femminicidio è stata al centro del convegno sotto l'egida dell'Onu, che si è tenuto a Vienna nel novembre scorso, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, cui hanno preso parte esponenti dei governi, rappresentanti di Ong, attivisti dei diritti delle donne. Dal convegno è scaturita la dichiarazione di Vienna sul femminicidio, in cui si esortano gli stati membri delle Nazioni Unite e l'intera società civile a porre fine a questa piaga.

(21 dicembre 2012)
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

dimi, io non so la situazione reale di quella coppia, e pertanto posso solo fare supposizioni. In India è normalissimo che siano i genitori a sposare i figli, scegliendo con chi. Pertanto una donna facilmente si troverà sposata con un uomo che non ha scelto lei, e che magari non le piace. In questa situazione l'unico collante della famiglia non è l'amore, ma l'educazione al rispetto di ruoli prestabiliti: il marito è il capofamiglia, e la donna è la sua serva.
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

Anche se il mio intervento precedente era più sarcastico che ragionato, io parto da una considerazione di base: la donna in India conta poco o nulla, ed è succube del marito. Ricordo un ingegnere informatico indiano che ho conosciuto a Londra, era proveniente da una famiglia agiata di Nuova Delhi, si era diplomato e laureato a Londra, quindi non un troglodita qualsiasi. Filava con una ragazza Italiana conosciuta in Inghilterra, ma una sera al circolo Indiano di Londra disse che non avrebbe mai sposato una donna europea, perché non ubbidiscono al marito, mentre le Indiane sono educate a farlo fin da piccole. Gli altri Indiani presenti gli dettero ragione, ed erano tutti diplomati o laureati, e residenti da tempo a Londra. Se mi metto nei panni di una donna Indiana, che un lavoro e una posizione ce l'ha, e magari si è sposata perché in India lo vuole la tradizione, potrei vedere con gioia che il marito si sia tolto dai piedi. Certo adesso per avere una vita sua probabilmente dovrà andarsene dall'India, ma pensando alle sue possibilità professionali dovrebbe farcela.
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

Ne sappiamo molto poco, dato che l'articolo è piuttosto breve. Non so se è valida l'ipotesi di Mustaine, circa il suggerimento professionale o, quella ironica del Castoro ma, prendendo la notizia come sta e giace, senza nessun tipo di supposizioni, posso solo immaginare cosa deve aver provato questa donna a leggere il nome del coniuge e, sperare di non trovarmi mai in una simile situazione.

Alcuni, riescono a gestire il doloro interiore, in un modo inimmaginabile per altri. Non è la prima volta che sento di lutti improvvisi, accettati sul momento con fare impassibile e, sfogati in un secondo momento.
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Mustaine

Mustaine

45 anni, Roma (Italy)

Secondo me ha ragione Castoro...ricordiamoci che l'India è un paese fortemente patriarcale e maschilista dove le donne vengono stuprate ed uccise (anche sugli autobus sotto gli occhi di tutti) di continuo...se non vengono addirittura uccise già alla nascita. L'articolo dice "La conduttrice ha sfogato il suo dolore solo quando è uscita dallo studio."...probabilmente qualche collega le ha suggerito di "fingere" prima che fosse additata come moglie infedele da lapidare in pubblica piazza.
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castoro56

castoro56

63 anni, Gorizia (Italy)

oppure ha pensato: non è possibile, c'è un errore, troppo bello per essere vero!!!!
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Michelotto967

Michelotto967

50 anni, Genova (Italy)

BELIN...che professionalità! 😐 😕
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Arbavinz

Bah non saprei, mi sa che ci hanno ricamato un po' sopra, oppure ci teneva un sacco al marito 😄
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Sweetlittlepol

Sweetlittlepol

43 anni, Milano (Italy)

Trovo che ci voglia coraggio soprattutto dicendola con professionalita'
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MarioPower

MarioPower

29 anni, Milano (Italy)

Concordo con emmolina,
sarebbe stato il caso opposto.. trattenere l'euforia da ricca ereditiera! 😰 😱
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