Tenta di rapire una neonata, forse per via di un aborto

Dietro il gesto estremo di una donna ecuadoriana di 33 anni, fermata mentre tentava di rapire una neonata, sembra nascondersi una storia drammatica

Una donna ecuadoriana di 33 anni è stata fermata mentre provava a rapire una neonata presso la clinica Mangiagalli di Milano.

Questo gesto estremo sembra però nascondere una storia drammatica: in base a quanto la donna ha raccontato all'ostretrica che l'ha bloccata, sembra che abbia avuto un aborto. Il drammatico epilodo della sua gravidanza le ha causato uno shock che l'ha portata a commettere il tentato rapimento.

Nonostante ciò, la 33enne non ha ancora raccontato e confermato la stessa storia anche agli investigatori, che allo stato attuale non hanno trovato alcun movente “alternativo”.

Presso la stessa struttura non si registrano interventi dovuti ad un'aborto a nome della donna, ma questo non vuol dire che non possa essere stato eseguito presso un'altra sede. Ad ogni modo quella fornita non costituisce una valida giustificazione per il suo gesto.

11 commenti

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massi765

Qualsiasi problema insorge nella vita di una persona non è una valida motivazione per rapire un neonato. stiamo scherzando vero? Quella donna, che a suo dire, ha rapito per un aborto inaspettato, non ha pensato che per soddisfare il suo istinto materno oramai represso, avrebbe rovinato la vita di una mamma che a differenza sua non ha subito un aborto? Sotto un certo aspetto potrebbe essere umanamente comprensibile il gesto che ha fatto ma mai e poi mai, accettabile, tollerabile. Gli è andata bene. A Roma una zingara ha tentato di rapire una bambina strappandola dalle braccia della madre, l'hanno rincorsa subito tutti i presenti e se non passava la polizia per caso, era destinata ad un linciaggio, già in corso, con un epilogo molto macabro... E a dire il vero non mi ha nè sorpreso nè scandalizzato più di tanto la reazione dei presenti. Domanda per tutti: cosa faresti se vedresti una bimba strappata dalle braccia di una madre?
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Michelotto967

Michelotto967

51 anni, Genova (Italy)

Vorrei ben vedere che fosse un valida giustificazione la motivazione dichiarata... ma pensa te, roba da matti! :/

P.S. Ora dico, d'accordo che abbiamo tutte le funzionalità a nostra disposizione gratuitamente... però questa caxxo di pubblicità sta cominciando ad essere un po' troppo invasiva, sempre di più! ECCHECAXXO!!! >_< :imp: :scream: -_- :smiley:
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romeo972

romeo972

46 anni, Bari (Italy)

E' ben noto che, nei casi negativi, la gravidanza potrebbe causare ripercussioni anche gravi sulla psiche della donna, a seconda dell'esito, della sua volontà e di determinate patologie di cui ella soffre. Ovviamente i casi estremi sono diversi, come la cronaca quotidiana racconta, dal rapimento del neonato al suo abbandono, all'omicidio.
Quindi, l'esperienza degli addetti ai lavori suggerisce la necessità di sostenere ed assistere i futuri e neo genitori, oltre che in ogni necessità materiale anche nelle terapie di natura psicologica rivolte ai genitori ed in particolare alla mamma. E' ovvio che un simile approccio assistenziale a tutto tondo richiederebbe un ingente impegno finanziario che sia il privato sia il pubblico non potrebbe agevolmente onorare. Tuttavia, con spese minori, distribuite e mirate, i risultati potrebbero rivelarsi sorprendentemente soddisfacenti.

Nel caso di specie, la donna ecuadoriana, protagonista del deprecabile gesto di rapimento del neonato, avrebbe dovuto ricevere da subito le necessarie cure psicologiche, atte a superare la crisi vissuta, con la collaborazione di quanti la circondavano. In tutta evidenza, si sarebbe trattato di intervenire con pazienza, determinazione e presenza fattiva, al fine di lasciarle percepire che nulla è perso e tutto ha speranza. Sia chiaro, nei limiti del possibile, nulla di facile ma doveroso nei confronti di chi sta male.

A parte tutto, duole osservare che ancora oggi sia possibile che i neonati vengano rapiti dai nosocomi da parte di intrusi.
Si spera, visto l'ultimo precedente, che almeno la clinica Mangiagalli di Milano adotti quanto prima nuovi provvedimenti, efficaci a prevenire e contrastare incresciosi episodi del genere.
;bye
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Mustaine

Mustaine

46 anni, Roma (Italy)

Notizia del tg di ieri. Qui è omesso che la donna (ora in prigione) aveva già un altro figlio che aveva partorito nella stessa struttura in cui aveva tentato il rapimento. Le motivazioni del gesto probabilmente non le sapremo mai perché a breve la notizia perderà di interesse (visto che si è conclusa senza tragedia)...non aggiungo altro perché i miei commenti sono inutili...
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dimipunk

dimipunk

44 anni, Trieste (Italy)

Quindi non c'è una prova provata circa questo dramma dichiarato dalla donna che, comunque, non le da il diritto di trafugare neonati altrui.
Se le indagini confermano ciò che disse all' ostetrica, sarebbe il caso di dare alla donna una terapia per superare la perdita, in caso contrario, una bella scarica di calci nel porta piume e un biglietto di solo andata per l' Ecuador.
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emmolina

emmolina

50 anni, Venezia (Italy)

Questo ci riporta al fatto che una donna è in grado di compiere qualsiasi gesto, pure assurdo, pericoloso e illecito, pur di avere un figlio.
Il desiderio di maternità puo far perdere la testa, x fortuna la vicenda si è conclusa senza danni x la bimba.
Buon mercoledì
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agigulfo1960

non sono una donna, tuttavia credo che partorire un figlio con il proprio ventre non sia la stessa cosa che avere un bambino preso da una culla altrui.
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