Dodicenne olandese rifiuta la chemio: il giudice è dalla sua parte

Il giudice d'appello olandese ha dato ragione a un dodicenne che non vuole sottoporsi alla chemioterapia per paura delle conseguenze. Il padre non è d'accordo

Caso anomalo quello riportato dalla tv e dai media olandesi, che vede protagonista un dodicenne che non vuole sottoporsi alla chemioterapia.

Per il giudice d'appello, il giovane non deve essere costretto se non vuole.

Il caso era già finito davanti al tribunale di primo grado due mesi fa, ma il padre aveva fatto appello.

Figlio di genitori divorziati, il dodicenne è stato ritenuto capace di intendere e di volere, ragion per cui la Corte ha stabilito che possiede le facoltà per decidere per se stesso.

Ad appoggiarlo in questa sua scelta, la madre. L'anno scorso al figlio era stato diagnosticato un tumore al cervello: il giovane è stato operato e avrebbe dovuto sottoporsi alla chemio, ma lo stesso si è rifiutato per paura degli effetti collaterali.

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45 commenti

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alella91

alella91

25 anni, Gorizia (Italy)

è vergognoso che in un caso simile sia un giudice a decidere
e non i genitori che si mettano d'accordo tra loro e con il figlio
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Robina2017

Robina2017

49 anni, Genova (Italy)

Non so se il giudice abbia fatto bene o meno. Sicuramente, temo che a dodici anni sia difficile scegliere... però, leggendo che la madre gli da ragione, credo che le prospettive di vita, anche con la chemio, siano minime e quindi lui voglia vivere al meglio il tempo che gli resta! Buona vita a questo ragazzo, per tutto il tempo che gli resta!!! 😘
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romeo972

romeo972

45 anni, Bari (Italy)

E' sempre assai difficile decidere sulla salute di altri, specialmente se propri familiari.

Nel caso di specie, in base alle poche informazioni note, la giovane età del malato, la gravità del male e le poche alternative di terapia impongono una seria e straordinaria riflessione su quale soluzione adottare per curare il tumore al cervello.
Al di là degli aspetti medici e tecnici, da sottoporre all'attenzione dei soli specialisti, la sfera umana della questione è tutt'altro che semplice.
Accanto al giusto diritto dell'autodeterminazione, specialmente in campo medico, esiste parimenti anche il diritto personale alla salute ed alla vita. Da qui, nessuno ha il diritto di uccidere gli altri o se stesso.
La scelta legittima di scegliere una terapia per curare il male di cui si soffre non deve essere utilizzata strumentalmente per rifiutarle tutte, arrivando di fatto all'eutanasia.

Si potrebbe condividere oppure no il diritto all'eutanasia ma resta sempre il principio valido per tutti di utilizzare soluzioni ritenute scientificamente apprezzabili, al limite come ultima spiaggia. Insomma, tentarle tutte pur di non lasciarsi dolosamente andare verso morte certa.

Il ragazzo dodicenne ha rifiutata la chemioterapia ed il giudice gli ha data ragione ma quali doverose alternative sono state offerte o prospettate per curarlo?
Non è dato saperlo.

Spero che di fatto alla vita di quel ragazzo sia stata offerta umana speranza piuttosto che colpevole complicità di morte!
👋
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Cosmo1971

Cosmo1971

45 anni, Venezia (Italy)

A 12 anni sei troppo bambino per valutare e comprendere appieno cio che succede. Ripensando quando avevo 18 anni, ho preso decisioni che a 20-21 anni sarebbero state sicuramente diverse, figuriamoci a 12 anni.
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am2001

am2001

60 anni, Latina (Italy)

Abbastanza difficile capire se dar torto o ragione al giudice. In effetti ogni persona è libera di scegliere (a mio avviso) della propria vita quale che sia la propria condizione di salute. Posso immaginare che il rifiuto della chemio per il ragazzo sia dovuto alla stanchezza di vivere una condizione di menomazione e malattia. Lasciamo perdere la condizione di figlio di genitori divorziati che poco ha a che vedere con la cosa.
Per come la vedo io comunque do ragione al giudice anche se è sicuramente stata una ben difficile decisione.
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SICHEL0SAI

SICHEL0SAI

46 anni, Torino (Italy)

L'esistenza del libero arbitrio è ciò che fa la differenza tra essere persone o solo schiavi di uno stato etico totalitario e tirannico.
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nico1001

nico1001

38 anni, Sassari (Italy)

La chemioterapia gli potrebbe salvare la vita e questo dovrebbe bastare a procedere con il trattamento, volente o nolente.
Rifiutare questo trattamento significa andare incontro a morte certa.
Forse un bambino a 12 anni non lo può ben capire, ma è proprio per quello che esistono gli adulti.
Ma che madre è una che da retta al suo bimbo capriccioso? Posso solo immaginare il motivo del divorzio!
Signora mamma, se fai così perderai per sembre il tuo bimbo! Scema!
Perchè invece a tuo figlio non insegni a lottare?
Perchè non gli spieghi che gli effetti collaterali sono solo transitori e poi potrà di nuovo stare bene?
E che dire del giudice? Fosse accaduta in Italia una cosa del genere, il bimbo piagnucolone sarebbe andato a fare la cura a suon di calci in culo, parola mia!
Per non parlare della scarsa fiducia verso i dottori che lo stanno curando, i quali hanno visto vanificare tutti i loro sforzi del delicato intervento al cervello. Ma scherziamo?
E ora caro piccolo bimbo olandese, ti lascio con una citazione da imparare a memoria: chi si arrende nella lotta è un gran figlio di mignotta!
Ubbidisci al papà e ai dottori.
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Godai5

Godai5

37 anni, Mantova (Italy)

Articolo povero di informazioni, ma sulla base di quanto scritto io sto dalla parte del ragazzo.
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HS2013

HS2013

55 anni, Genova (Italy)

Semplicemente ha paura di affrontare la chemio perché ha saputo a cosa va incontro e teme di non essere seguito in toto da nessuno dei genitori impegnati magari nelle loro faccende personali di single
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Michelotto967

Michelotto967

50 anni, Genova (Italy)

L'articolo e molto carente di informazioni, difficile quindi esprimere un giudizio, che non si possa poi rivelare, in un secondo momento, una cavolata! Però pur non conoscendo il bambino, a 12 anni e raro che possano avere la maturità e a seguito della brutta malattia, la lucidità necessaria ( ricordiamoci dove e stato diagnosticato il male ), per rifiutare una terapia che per quanto molto invasiva potrebbe se non salvargli la vita, almeno allungargliela! Comunque un altro caso oltre quello del povero piccolo Charlie, dove i giudici si antepongono, forse un po' troppo, al volere dei genitori? Mah... 😕 😐 😔
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emmolina

emmolina

49 anni, Venezia (Italy)

È un tema molto delicato. Nn so se sono d accordo con questa sentenza, dodici anni sono un po pochi x poter rendersi conto di tante cose.
Mi sembra un invito a scavalcare la patria potestà genitoriale ogni volta che se ne senta il bisogno, e a dodici anni sappiamo bene tutti quanto si sia ribelli.
Ora nn ho approfondito questo articolo, puo darsi che la chemio avesse fatto piu danni che benefici, nn sappiamo i pareri dei medici. Credo però che davanti ad un cancro si debba usare ogni mezzo a nostra disposizione x annientarlo, e un genitore lo deve sapere.
Quando la speranza di vittoria è alta, si deve combattere sempre.
Questa volta sono dalla parte del padre, pur se con riserva.
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Tilikum_

Tilikum_

48 anni, Venezia (Italy)

Posso solo dire quello che farei io se fossi al posto di questo 12enne .
Premetto che dev'essere gia' tremendo entrare in sala operatoria e sapere che ti apriranno la testa . Si fa un tentativo per curarsi , certo , se vi sono speranze .
Ma poi...
Non so... essere in ospedale.. non e' bello . Fai una flebo , ne fai un'altra , un'altra ancora... stai male perche' la chemio e' tutt'altro che priva di effetti collaterali .
L'affronti perche' pensi alla prospettiva di stare meglio , dopo il tuo calvario .
Pensi e immagini a come sara' la tua vita senza il cancro . Potrai correre, mangiare , vivere , fare tutto da solo ...
Forse sara' cosi'....
Ma poi ti accorgi che vi e' come una cappa che sa di morte , ovunque ti trovi .
Vi sono altre persone attorno a te , magari sorridono e scherzano , ma l'aria che c'e' in quelle sale ..ha qualcosa di diverso , di pesante .
I tuoi cari cercano di sdrammatizzare , ma intuisci il loro sgomento interiore .
Sara' che sono situazioni che mi hanno coinvolta estremamente da vicino ....
Forse e' per questo che io farei senz'altro un tentativo di cura , SE vi sono speranze .
Ma se sono flebili , allora vorrei solo assumere una terapia antidolorifica e auspicare che le cose non vadano per le lunghe ........
Questo e' quello che farei io . Sono decisioni talmente importanti , talmente drammatiche che non posso esprimere un parere su altre vite . Non sarebbe nemmeno giusto farlo .
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Gio_1980

Spesso ci muoviamo per compassione, senza renderci conto che la cosa giusta per il prossimo non è quella che noi vogliamo per lui. Questo giudice ha semplicemente capito qual'era la vera volontà di questo ragazzo, massimo rispetto per entrambi
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resiliente59

resiliente59

58 anni, Genova (Italy)

È un bene dire a un figlio di 12 anni che ha un tumore, immagino con la conseguente spiegazione di cosa sia ?
È una domanda
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fusow

fusow

53 anni, Modena (Italy)

non sono d'accordo con la sentenza . a parte la giovane eta' chi e' ammalato spesso anzi quasi sempre non ha la lucidita' e la serenita' giusta per prendere decisioni cosi' importanti. un giudice dovrebbe consultare esperti, specialisti , e decidere nel modo piu' corretto.
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massi765

massi765

45 anni, Roma (Italy)

Il padre voleva facesse la chemioterapia, la madre no. Il giudice ha valutato il ragazzino capace di intendere e volere e con il parere discordante dei due genitori, ha tenuto conto anche del parere del ragazzino. Non sono in grado di poter dire con cognizione di causa, cosa è o non è giusto decidere per quel ragazzino, posso solo dire che la decisione del giudice non mi sorprende perché umanamente comprensibile, con in più il fatto che ha sicuramente valutato la situazione.
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