Mammografia: donne italiane restie alla prevenzione

La mammografia preventiva può salvare la vita di molte donne: tuttavia sono ancora tante quella che non effettuano il test. Al Sud solo una su cinque

Nonostante le diverse campagne di sensibilizzazione sul tumore al seno, sono ancora molte le donne italiane che non aderiscono al test non effettuando una mammografia.

Da qui l'appello che gli oncologi lanciano dal congresso della Società europea di oncologia (Esco) a Madrid: "Se la malattia è identificata in fase precoce le guarigioni superano il 90%, per questo è fondamentale aderire allo screening mammografico, che andrebbe esteso fino ai 74 anni".

Rilevante e significativa è la differenza che si riscontra fra Nord (63%), Centro (56%) e Sud (36%). Nel 2015 circa 3.162.000 italiane sono state invitate a eseguire la mammografia, ma solo il 55% ha aderito (1.728mila).

Ma la prevenzione è importante: i risultati infatti, hanno dimostrato come grazie ai test nel 2012 e nel 2013 sono stati identificati più di 13.000 carcinomi. Nel 2016 sono stati stimati in Italia "circa 50.200 nuovi casi di tumore del seno e 692.955 donne vivono dopo la diagnosi”, afferma Stefania Gori, presidente eletto AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). “L'innovazione prodotta dalla ricerca ha permesso di raggiungere risultati importanti. Oggi l'87% delle persone colpite da questa malattia nel nostro Paese guarisce, una percentuale superiore alla media europea (81,8%) e se si interviene ai primissimi stadi, le guarigioni superano il 90%".

Grazie alla prevenzione, oggi è anche migliorata la durata della sopravvivenza nelle pazienti con patologia in stadio avanzato e per quanto concerne il futuro? “Sarà sempre più rivolto alla personalizzazione delle terapie per colpire la singola neoplasia del singolo paziente. È ormai infatti improprio parlare di tumore del seno: si deve utilizzare il plurale, perché le differenze biologiche sono tali da configurare vere e proprie patologie diverse, ma oggi si stanno aprendo prospettive importanti - conclude la Gori - anche grazie all'immuno-oncologia che ha già dimostrato di essere efficace nel melanoma, nel tumore del polmone e del rene stimolando il sistema immunitario contro le cellule malate".

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56 commenti

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armovita

armovita

42 anni, Roma (Italy)

Molti dicono che il farmaco per il cancro è già stato trovato, ma, che, per far cassa, le lobby farmaceutiche non lo commercializzano. Io non ho questa certezza,
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urbanevo

urbanevo

43 anni, Varese (Italy)

La prevenzione è sempre una buona iniziale soluzione.
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fusow

fusow

53 anni, Modena (Italy)

piu' mammografie per le donne e piu' esami per la prostata agli uomini 😳 😁
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Torquato_Ferrara

Torquato_Ferrara

36 anni, Palermo (Italy)

Qui si parla di una malattia ke colpisce circa, ehm... 0,15% delle donne in totale.
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massi765

massi765

45 anni, Roma (Italy)

Si stà parlando di un esame ogni qualche anno. esame che può voler dire guarigione nel 90 per cento dei casi... forza ragazze, il tempo è poco ma non solo per voi per tutti. trovate l'oretta da dedicare a voi stesse, e date l'esempio ai figli o parenti, che la prevenzione nel nostro secolo è importante cosi come è importante dedicare a se stessi le giuste attenzioni.
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romeo972

romeo972

45 anni, Bari (Italy)

Potrebbe sembrare assurdo quanto la cultura della prevenzione sia lungi dall'essere accolta da tutti.
Si sa, prevenire è meglio che curare, Tuttavia, non solo la cura ha il suo grave costo ma anche la sua prevenzione, sinonimo per alcuni di investimento praticamente "a perdere", ritenendo assai scarsa la probabilità di essere coinvolti. Da qui, il rifiuto sistematico di aderire a qualsiasi iniziativa di prevenzione, sinonimo ormai di cattivo investimento di denaro, tempo e sforzi.

In verità, il concetto di prevenzione è legato a misure concrete contro l'insorgere del problema. Quindi, non investimento "a perdere" ma spesa per evitarne altre più gravi, nel caso del verificarsi del problema.
In altre parole, la prevenzione ha una valenza squisitamente culturale ed educativa di grande impatto sociale, poiché se estesa a tutti i soggetti della comunità sarà quest'ultima a beneficiarne complessivamente.

Nel caso specifico del tumore al seno, la mammografia si inserisce nel quadro generale e di base delle misure mediche preventive della donna, per cui di particolare rilievo.
Alcune considerazioni di natura medica innanzitutto ma anche persino giuridica non lasciano dubbi su come procedere nei confronti di tutte le malattie gravemente invalidanti o nocive alla salute fino al rischio di morte. Infatti, il diritto inalienabile alla salute sancito dalla Costituzione Italiana ed il sempre maggiore e rilevante impegno finanziario nel far fronte ad esami e terapie, nella malaugurata eventualità di manifestazione della malattia, suggeriscono l'opportunità di valorizzare la prevenzione.
A dirla tutta, tale necessità è così stringente che, a mio avviso, sarebbero di grande utilità campagne di esami specifici e gratuiti "ad personam" promosse e seguite direttamente e d'obbligo dal medico di famiglia.

E' il tempo ad imporre la cultura, normalmente. Ma se il tempo fosse la risorsa meno disponibile, alcune forzature sarebbero inevitabili per imporla nell'interesse della collettività tutta!
👋
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Dairlewanger

Dairlewanger

41 anni, Piacenza (Italy)

La prevenzione viene prima di tutto.forza!di corsa a fare la mammografia.marsch!!!!
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Michelotto967

Michelotto967

50 anni, Genova (Italy)

Certo che sarà pure la pigrizia, l'essere pudici, l'ignoranza, la paura di scoprire, di venire a conoscenza di avere qualcosa di brutto, che frena e blocca l'abitudine periodica di monitorare il proprio fisico, però penso... non sarà peggio psicologicamente parlando, vivere con una sorta di spada di Damocle sospesa sopra la propria testa? Se a questo mondo si ritiene di starci bene, perché aspettare che ci venga detto, "mi dispiace però tra poco, purtroppo, a questo mondo, non ci potrai più stare, dovevi pensarci prima! In fin dei conti, la fatica e l'impegno richiesti sono ben poca cosa di fronte alla possibilità, purtroppo a volte più o meno concreta, di poter continuare a vivere ancora un po'! "Mamme, se non avete amor proprio per voi stesse, usate come motivazione per fare leva, l'amore per i vostri figli, che sicuramente desiderano stare con la propria adorata mammina, il più a lungo possibile...noo?" 😕 😐 😃
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

Credo che alcune non effettuino i test, per paura di ricevere una brutta risposta. Il vecchio detto "occhio non vede, cuor non duole", a lungo termine non serve a niente ma, a breve termine ha un suo perché. Squisitamente psicologico.
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JimmyXXX

JimmyXXX

57 anni, Trieste (Italy)

In un paese dove rendere obbligatorio vaccinarsi risulta quasi impopolare non mi meraviglia il fatto che questa forma di prevenzione non venga seriamente seguita con la giusta mentalità.
La prevenzione è importantissima, in tutti i campi, se non si vogliono avere in futuro problemi.
Ma come ho appena detto, è una questione di mentalità.
Significativo vedere la percentuale di adesione ai controlli nelle tre differenti marcroaree del paese.
Ogni commento è superfluo.
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emmolina

emmolina

49 anni, Venezia (Italy)

Toh, nemmeno a farlo apposta, ho appuntamento alle 9,20. Sarebbe i terzo in dieci giorni, i primi due macchinario rotto, vediamo se oggi sono piu fortunata!
Io non sono una maniaca di esami, ma alcuni sono d obbligo, come mammografia e pap test, oltretutto oggi pure gratis xche mi hanno mandato lettera a casa, c è lo screening gratuito x le donne dai 50 ai 74, una volta ogni due anni. Piu semplice di così.
Esami non invasivi, veloci e sicuri. Non fare nemmeno questi sarebbe follia.
Prevenzione e studio della malattia x trovare cure sempre piu adatte e immediate, questo serve. Speriamo che si riesca a far abassare sempre piu il numero di chi, purtroppo, non ce la fa.
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commercialista73

commercialista73

46 anni, Brescia (Italy)

L ipocrisia di questi articoli e delle associazioni mediche e' fantastica, si potrebbe vincere il premio faccia di culo d oro.
La ricerca e' tutta finalizzata a rendere la popolazione dei consumatori abituali di farmaci e visite diagnostiche, perche' ovviamente se ricerchi in senso eziopatologico rischi che nessuno si ammali piu'.
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Brunello67

Brunello67

50 anni, Milano (Italy)

Purtroppo noi italiani (anche i maschietti) siamo così.
C'è paura a mostrare una malattia e quindi c'è la stessa paura anche a scoprire un'eventuale malattia.
Si tende a fare finta di nulla come se bastasse ad evitarla.
È una questione culturale e di educazione.
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