Riconoscere la fedeltà di una persona dai tratti del suo viso

Gli uomini meno fedeli e soggetti ad una maggiore libido si possono riconoscere anche dai tratti del loro viso: lo confermerebbe una nuova ricerca

I lineamenti del viso di una persona possono rilevarne le sue preferenze sotto le lenzuola oltre il suo grado di fedeltà: è quanto sostenuto da una nuova ricerca condotta dall’Università di Nipissing, in Canada.

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista “Archives of Sexual Behavior”, uomini e donne con un viso corto e largo hanno una maggiore libido. Quelli al contrario con visi molto più larghi oltre ad avere un forte impeto sessuale, sono anche più aperti al sesso occasionale.

Il responsabile dello studio, Steven Arnocky, afferma che “i risultati spiegano che il viso porta con sé notevoli quantità di informazioni sulle scelte sessuali che possono compiere gli esseri umani”.

La fedeltà di un soggetto quindi, può dipendere non solo dalla sua predisposizione mentale, ma anche da caratteristiche fisiche.

Dopo aver analizzato un particolare incrocio di dati relativi a 145 uomini e donne di giovane età, per Arnocky tutto dipende quindi dai tratti del viso: gli studiosi infatti, riuscivano a prevedere il comportamento sessuale dei soggetti coinvolti semplicemente dalle misure dei visi.

Saresti in grado di prevederlo anche tu?

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47 commenti

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paulgreeneyes

paulgreeneyes

48 anni, Savona (Italy)

mah...l'acqua è poca,anzi..scarseggia e 'a papera nun galleggia,a me pare 'na strunpata...
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paola0811

non ho nemmeno letto l'articolo...altra gran cazzata a cui sicuramente crederanno gli adolescenti
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romeo972

romeo972

45 anni, Bari (Italy)

Lo studio condotto dall’Università di Nipissing è del tutto inattendibile, privo com'è di ogni fondamento scientifico.
Anche in questa occasione, si cerca di spiegare i fenomeni con la statistica. In realtà, non sono gli effetti a rappresentare le cause!
I dati casuali raccolti non potrebbero essere rappresentativi di un fenomeno più articolato e di certo non legato ad appena 145 soggetti giovani, prescelti di sesso maschile e femminile.

La realtà umana è così articolata che andrebbe analizzata sociologicamente su scala più ampia possibile, includendo così anche casi sporadici che della "regola" da scoprire rappresenterebbero le proverbiali eccezioni che la confermano.

Lasciamo la fisiognomonia alla fervida ed illusa fantasia di chi ritiene di sapere tutto partendo dal nulla!
👋
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CercseiLannister

CercseiLannister

44 anni, Pisa (Italy)

ma il modello che accompagna l'articolo quindi potrebbe essere bellissimo e fedelissimo! 😍
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fusow

fusow

53 anni, Modena (Italy)

la ricerca e vera ricordate ridge forrester e il suo mascellone? quello che si e fatto tutta la famiglia per almeno 3 generazioni eheh chi has il mascellone e' infedele chi e brutto come la fame e' fedele 😉
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Mustaine

Mustaine

45 anni, Roma (Italy)

LA MUSICA: UNA TERAPIA PER L'ANIMA

Provate a pensare a ciò che sentite quando state guidando e alla radio inizia a suonare una canzone che vi piace molto. Ricordate la sensazione che vi invade ogni volta che riascoltate una canzone della vostra infanzia. Rammentate quella melanconia che vi abbraccia quando ascoltate quella canzone che avete ballato con quella persona speciale che ora se n’è andata dalla vostra vita. La musica provoca sentimenti, sensazioni, allegria, tristezza, melanconia. Evoca ricordi, belli e brutti.

James Rhodes è uno scrittore britannico, autore di un libro sorprendente: “Le variazioni del dolore. La vita, dopo l’inferno, grazie alla musica”. Questo scrittore ha alle spalle una storia molto dura, fatta di abusi sessuali, tentativi di suicidio, permanenze in ospedali psichiatrici, prostituzione… Ma, allo stesso tempo, Rhodes è la prova che la musica e la sua bellezza hanno poteri curativi.

“La musica è una legge morale. Essa dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza, e la vita a tutte le cose.”

(Platone)

Rhodes è un pianista, ma ha iniziato a studiare tardi; ha poi abbandonato il piano per 10 anni, per riprenderlo quando aveva già quasi trent’anni. Nel 2010 è diventato il primo autore di musica classica a firmare un contratto di 6 album con la multinazionale Warner. In generale, una persona che smette di suonare uno strumento non lo riprende in mano, ma lui sì, ed è stato proprio il potere curativo della musica a riportarlo in vita, aprendo le porte alla bellezza.
I benefici della musica

Il famoso neurologo Oliver Sacks, nel suo libro “Musicofilia”, spiega la relazione esistente tra musica e cervello, e ci mostra come la musica possa svegliare alcune zone cerebrali danneggiate. Nel libro, Sacks ci parla di persone e non di pazienti; ci racconta di casi molto inquietanti come quello di François Lhermite, in grado di identificare un’unica melodia (la Marsigliese), o quello di Martin, un individuo con un forte ritardo mentale che sa a memoria più di duemila opere complete.

Una delle storie più commoventi raccontate da Sacks in questo libro è quella di Clive Wearing, un musicista inglese che a 45 anni ha sofferto un’infezione cerebrale, la quale ha gravemente colpito la sua memoria; a partire da quel momento, il raggio coperto dalla sua memoria si è ridotto a soli 7 secondi. Tuttavia, quando Clive si siede a suonare il piano, tutto fluisce ed egli riprende il contatto con la sua memoria e con la sua sapienza musicale, perché la sua capacità di suonare il piano e l’organo, di cantare e di dirigere è rimasta intatta.

“La musica esprime tutto ciò che non può essere detto a parole e su cui è impossibile rimanere in silenzio”

(Victor Hugo)

Oliver Sacks non è stato il solo a dimostrare scientificamente i benefici della musica per l’essere umano: altri esperti, come Sarah Jhonson, hanno persino creato una disciplina universitaria negli Stati Uniti.

La musicoterapia è in grado di produrre dei sostanziali cambiamenti a livello fisiologico nell’organismo: accelera o ritarda delle funzioni organiche (la respirazione, la circolazione, la digestione, ecc.), stimola le emozioni a livello psicologico (facilita la loro espressione o produce un effetto calmante), aiuta a trovare la concentrazione a livello intellettuale, stimola l’immaginazione e favorisce l’apprendimento delle abilità sociali.
La magia di suonare uno strumento

Negli ultimi decenni, sono stati realizzati numerosi esperimenti per studiare il modo in cui l’ascolto della musica influenza positivamente il cervello. Sono state effettuate delle risonanze magnetiche su delle persone mentre risolvevano dei problemi matematici e mentre ascoltavano musica e, nel secondo caso, è stato possibile verificare che nel cervello si attivavano numerosissime zone contemporaneamente.

Inoltre, sono state condotte delle ricerche su cervelli di persone che suonano uno strumento musicale e si è dimostrato che suonare uno strumento equivale, per il cervello, ad un’attività fisica completa. I neuroscienziati hanno notato che diverse zone del cervello funzionavano rapidamente e simultaneamente.

Suonare uno strumento attiva praticamente tutto il cervello, soprattutto le cortecce visive, uditive e motrici; per questo, suonare con costanza uno strumento musicale può apportare benefici anche in altre attività.

La differenza tra ascoltare musica e suonare uno strumento è che la seconda attività richiede un’attenta motricità controllata da entrambi gli emisferi del cervello e combina una precisione linguistica e matematica. Perciò, in questo secondo caso, l’emisfero sinistro è molto più sviluppato e in quello destro abbonda la creatività.

Per tutti questi motivi, è stato dimostrato che suonare aumenta il volume e l’attività del corpo calloso del cervello, cioè ciò che connette i due emisferi. Questo permette ai musicisti di risolvere problemi di ogni tipo in maniera creativa.

I musicisti hanno una memoria più sviluppata e sono in grado di categorizzare i loro ricordi (attraverso il contesto, le emozioni, l’udito, ecc.), quasi come un motore di ricerca su internet. Altre attività, come lo sport e la pittura, apportano altri tipi di benefici.

“Si dice che, quando il silenzio cala tra due persone, è perché è passato un angelo a rubare loro la voce”.

(Silvio Rodriguez)
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massi765

massi765

45 anni, Roma (Italy)

Vorrei fargli vedere la foto del dugongo australiano a quei cervelloni. magari me la tolgono la curiosità di sapere se sono animali monogami o meno 😝
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Michelotto967

Michelotto967

50 anni, Genova (Italy)

Se non è il ritratto della fedeltà la mia faccia, allora... 😏 😌 ☺ 😊 😃 😉
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D0nJ0n

D0nJ0n

42 anni, Pisa (Italy)

Secondo voi a quale categoria appartengo ?? 😐
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Dairlewanger

Dairlewanger

41 anni, Piacenza (Italy)

Queste ricerche sono assolutamente stupide e prive di senso.concentratevi su qualcosa che possa salvare le persone da certe patologie

Boia chi molla 🔥
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castle123

castle123

51 anni, Verona (Italy)

145 soggetti studiati..... Attendiamo con ansia il prossimo post 😄
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armovita

armovita

42 anni, Roma (Italy)

Ma che gran cazzata...
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dimipunk

dimipunk

42 anni, Trieste (Italy)

E così, gira e rigira, siamo tornati a Cesare Lombroso e alla fisiognomica. Meno male che era stata declassata come pseudo scienza.

Allegri ed infedeli.
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commercialista73

Ok, grazie, avevo giusto bisogno di un rimedio contro la stitichezza.
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resiliente59

resiliente59

58 anni, Genova (Italy)

Sono in grado di prevedere, che tra un secondo ,dirò che questo articolo è una grande CAZZATA !
Intanto è articolato male, fa un esempio tipo e, subito dopo fa lo stesso esempio tipo,con la premessa : al contrario ..per cui prima di far partire un articolo, io lo rileggerei.
I tratti somatici che axxo c'entrano con gli intenti delle persone?!?!
Sicuramente hanno fatto il sondaggio a tot persone infedeli, che avevano la faccia pienotta.

Sono portata a credere invece, che quando si mente ,ci si tocca il naso, come pure si distolgono gli occhi da chi abbiamo di fronte.

Ebbuongiornoatuttalacombricola #
😁😁
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