Quali sono le ragioni che oggi conducono al matrimonio?

Sempre più giovani e non scelgono di rimandare il matrimonio, ma quando arriva il fatidico momento per il "sì" non è l'amore a spingerli sull'altare

Una volta ci si sposava per amore, oggi non è più così. Sempre più giovani tra i 18 e i 34 anni rimandano il fatidico “sì” per svariate ragione legate alla realizzazione personale, alla condizione economica, al non aver trovato la persona giusta.

Tuttavia ben l'86% è convinto che prima o poi arriverà a questo obiettivo: ma quali sono i motivi che li condurranno a questa scelta? Va subito detto che poco centra l'amore.

La giornalista e autrice Vicki Larson ha trattato questo tema nel suo libro ”The New I Do”, scritto a quattro mani con la terapista Susan Pease Gadoua, dove indaga su tutta una serie di cambiamenti introdotti nelle relazioni.

Le due distinguono così il matrimonio in tre modi:

- matrimonio temporaneo: le coppie di formano in un determinato lasso di tempo prefissato.
- matrimonio di compagnia: sono le coppie che stanno insieme per combattere lo spauracchio della solitudine.
- matrimonio genitoriale: sono quelle coppie che hanno un desiderio di diventare genitori, solo per amore di esserlo.

Sposarsi per amore non è più un’istituzione così stabile. Nonostante molti eterosessuali dicano ancora di volersi sposare per amore in realtà temi come il benessere economico sono invece molto rilevanti”, conclude la Larson.

110 commenti

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Petershakesheep

Petershakesheep

22 anni, Oristano (Italy)

Lo prette della cresia di santamfrogio dammi lano non mi a vollutto sposarre con anna lammia peccora perche dice ke non lo battessimata
In vece peteruoscinton e andato in continnente e lo prete lo a sposatto con gallinna carlota
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romeo972

romeo972

45 anni, Bari (Italy)

Nel corso della storia umana il matrimonio ha assunti significati e forme diversi, dall'unione sacra indissolubile al contratto di reciproco sostegno, all'accordo finché dura.
La tendenza a trasformare il matrimonio nel piacere sottoscritto a tempo determinato per volontà delle parti non è solo nelle scelte reali di tante coppie ma anche nelle pervasive disposizioni di legge e normative. Ormai, se da un lato viene salvaguardato il primario diritto del coniuge all'autodeterminazione anche in seno alla vita comune di coppia, dall'altro simile libertà di decisione personale viene adeguata nei confronti della prole, vero ed ultimo baluardo in difesa della famiglia più tradizionale. Peccato che la difesa aperta ed incondizionata della prole avvenga parimenti sia all'interno sia al di fuori del matrimonio, che viene così impoverito ulteriormente di significato specifico.

Di certo la salvaguardia della crescita, educazione, tutela dei figli è doverosa in ogni caso. Tuttavia, estendere i doveri genitoriali al di fuori del regime matrimoniale contribuisce d'altro canto in modo determinante a svuotare il senso e, quindi, la motivazione della sottoscrizione del matrimonio.
Del resto, la molteplicità di forme esistenti ribadisce quanto siano equivalenti in realtà il matrimonio religioso, civile, di fatto, d'unione omosessuale, equivalenti nella loro "inutilità", accogliendo l'idea dell'ordinaria convenienza dello stare insieme secondo la più disparata volontà del momento.

Altra faccia della stessa medaglia è ovviamente la questione della separazione, della fine onerosa e più disagevole di quanto potrebbe essere la mesta conclusione del rapporto, in precedenza ben solennemente sancito. Aspetti non meno trascurabili per chi teme premature, dispendiose ed incontrollabili rotture matrimoniali.

Da qui, per quanto possano durare, distinguere i matrimoni per tipologia della ragione per cui si realizzano perde di significato.
Che senso avrebbe sposarsi se in alternativa tutto sarebbe ugualmente realizzabile ed ugualmente tutelato dalla legge?

In verità, a torto o a ragione, il futuro non passa per il matrimonio, avendone di fatto già decretata la fine!
👋
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Dairlewanger

Dairlewanger

41 anni, Piacenza (Italy)

Io al matrimonio non ci credo.non mi pongo nemmeno il problema
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GIGI79BR

GIGI79BR

38 anni, Brindisi (Italy)

Per amore in primis..se nn c'è stabilità l'amore può finire..quindi ci si sposa se si sta bene economicamente. .Verano tempi migliori
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fusow

fusow

53 anni, Modena (Italy)

ci si fidanza per amore , ci si sposa per avere stabilita' e costruire una famiglia .non ci vedo nulla di male in questo .poi se finisce pazienza . nemmeno la terra e' eterna tra 5 miliardi di anni la terra espoldera' .. si vive alla giornata .
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Leo078

Aggiungerei:

-- Matrimonio di affari: due professionisti uniscono le forze e creano un'impresa autonoma-familiare.

Non molto frequente ma tipico degli architetti.

Scelta direi intelligente per il giorno d'oggi.
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Michelotto967

Michelotto967

50 anni, Genova (Italy)

Sono d'accordo per quello che riguarda le motivazioni del ritardo citate all'inizio dell'articolo, per il resto poi... che ci sia superficialità nell'affrontarlo non c'era di certo bisogno dell'articolo per esserne a conoscenza, a me basta guardarmi intorno, tra parenti ed amici, la percentuale di matrimoni che finiscono e che finiscono presto e vertiginosamente alta... per non contare poi, quelli che comunque decidono di rimanere insieme, in una sorta di unione che ha la stessa solidità del "pane secco", perché varie problematiche non rendono attuabile o conveniente la separazione! Attualmente non mi trovo di sicuro in mezzo ad un contesto generale che mi inspiri fiducia, che mi serva da esempio! 😕 😏 😐 😔 😐 😃
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emmolina

emmolina

49 anni, Venezia (Italy)

Probabilmente sposarsi x amore non è più così certo x i giovani, ma x persone adulte e alla seconda esperienza sono convinta di sì.
Infatti è x questo che sto preparando il mio secondo matrimonio nei minimi dettagli, sarà sicuramente in riva al mare, pochi intimi, niente bomboniere (antiche e fuori moda oltre che assurde) e abito bellissimo.
Io, nonostante tutto, credo molto nel matrimonio, il fatto che il primo sia finito non significa nulla, solo che il percorso assieme era concluso e non c era più nulla da imparare o da condividere.
Iniziare una convivenza ad un altra età è sicuramente diverso, più maturo, con un modo di vivere la quotidianità più consapevole e con meno paure.
Non entro nel significato religioso del matrimonio, quello va oltre l idea falsa di una chiesa e un prete che officia. Il significato lo mettono l anima e il sentimento che provano due persone l una x l altra, basta questo x essere uniti x sempre, una frase non potrà aggiungere nulla, nemmeno la bustarella che si sgancia "volontariamente e x beneficenza ( 😂 😂 😂)" ai poveri clerici aggiunge.... a noi....

Aspetta che ti precedo cara... 👎
😂 😂
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massi765

massi765

45 anni, Roma (Italy)

Il matrimonio è un sacramento. Anche se molti oggi ne hanno perso il significato di cosa vuol dire sacramento, non credo che sbandierare l'ennesima RICERCA di una giornalista e terapista, sia la maniera giusta per difendere quel minimo di dignità che si può ancora avere. Non è utile. E' fuorviante. Fa vedere e prendere ancor di più normale quello che non lo è. Chissà magari CERTE RICERCHE HANNO IL DOPPIO FINE. Quello di rendere ancor più normale quello che non lo è. C'è un aspetto molto più difficile e duro nella vita delle disgrazie, vincere o perdere. Ed è saper RESISTERE. La resistenza agli abomini che certe persone sbandierano come cose normali. Oggi più che mai resistere è il vero DONO che chi lo ha deve usarlo più che mai. Resistere a questa deriva sociale, morale, dell'onore e della dignità, che imperversa in un mondo si globalizzato ma allo stesso tempo concentrato a cambiare la residenza e metterla in quella torre di babele chiamata globalizzazione. Le differenze sono sempre servite per arricchirsi. Per capire il perché di ciò che siamo, la nostra identità. Con la globalizzazione morirà il sapere chi siamo e da dove veniamo e nascerà quella deriva già in atto e la decadenza di tutto il sistema sociale. IO NON ANDRO' AL FUNERALE DELLA NOSTRA SOCIETA'. Andrò nella resistenza e invecchierò lì. Spero fra tanti anni. Giudicato sicuramente come un disadattato o uno stupido. Io lotterò fino alla fine nella resistenza e per la bandiera scritta col sangue di chissà quanti nostri nonni. Che senza sentirsi divisi, da pelle bianca o nera, o da sesso maschio o femmina, hanno dato la vita coprendosi fianco a fianco fino alla fine. Anche se erano uno di messina e l'altro di bolzano. Sono morti cosi. Fianco a fianco. Con le loro fedi al dito. La storia deve insegnare qualcosa. Senza il rispetto ai nostri nonni NON SAREMO MAI NULLA...
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castle123

E pensare che a 25 anni mi ero sposato per amore...e stavo bene a casa da mammina, che pollo sono stato 😒 😄
Dall'alto della nostro grigiore, inteso come capelli, vediamo il matrimonio come qualcosa assimilabile ad un reality, complici anche tutti i programmi televisivi. Ma non voglio credere che per i giovani di adesso sia questo il loro modo di vederlo.
Vero che ora ci si deve scontrare con mille problemi, legati specialmente alla sfera economica, ma vedo anche giovani che credono nell'istituzione per come deve essere, cioè il sigillo posto sul primo foglio, dove cominciare a scrivere la propria vita insieme come coppia.
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armovita

armovita

42 anni, Roma (Italy)

Partiamo dalla base, il matrimonio è un sacramento, un sigillo divino. Purtroppo, soprattutto oggi, non si pensa più alla serietà di questa promessa fatta davanti al Signore. Adesso il matrimonio è la scenografia di uno show. I primi attori sono gli sposi, soprattutto la donna, che spesso pensa di prepararsi ad una sfilata, piuttosto che percorrere la navata, per arrivare davanti a Dio. Un tempo il matrimonio era l'approdo di un amore, maturato e ragionato. Maturato coi sentimenti, e ragionato con la consapevolezza che, dire "si" davanti a nostro Signore, aveva un senso, era una cosa seria, era una promessa. Non volendo menzionare gli altri motivi per cui ci si sposava, voglio restare concentrata, sui matrimoni reali, cioè veri, cioè affrontati con la consapevolezza di quello che si stava scegliendo. Prima si respirava una fede forte, o quantomeno, c'era più conoscenza di nostro Signore, e dei suoi dettami, il matrimonio significava, l'unione benedetta di due anime che si erano scelte, adesso c'è ancora questa benedizione, ma non ci fa più caso nessuno. Adesso ai primi problemi ci si lascia, oppure si sta insieme, cercando rapporti fuori dal matrimonio. Adesso separazioni e divorzi, sono all'ordine del giorno. La responsabilità di tutto questo, non è la legge che approva il divorzio, ma l'immaturità degli sposi a scegliere di sacramentale la loro unione. Adesso Dio è diventato un dettaglio nella vita di molti, per i più nemmeno esiste, altri lo ingiuriano o lo bestemmiano, tutto fa parte dello stesso calderone che io chiamo incoscienza. Oggi, se ci si sposa, lo si fa per tante ragioni che esulano Dio, oggi l'essere umano, è arrogante ed ignorante, arrogante perche mette se stesso al primo posto, ed ignorante perche non conosce per niente Dio, o ne ha uno su misura a suo uso e consumo. A volte penso, se davvero sia valsa la pena morire in croce per assicurare la vita eterna a certe persone, e la mia risposta è no, ma io non sono Dio, e Lui ovviamente, ama in modo universale ed incondizionato. Quando assisto a certi matrimoni, mi rendo conto di quanta superficialità si respira, osservo gente più concentrata a mostrarsi che ascoltare l'omelia, più intenta a fotografare o scrivere, che riflettere sulla Parola in chiesa. Gli sposi, sembrano due attori frastornati, poi guardo con tenerezza Gesu sulla croce, mi fa un po "pena", e provo vergogna di noi stessi, e spesso chiedo perdono per quello che non capiamo, poi la funzione finisce, la coppia esce, prosegue lo show, e Gesu resta la, come fosse stata soltanto una comparsa....
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resiliente59

resiliente59

58 anni, Genova (Italy)

Sono le stesse ragioni di ieri, con la differenza che, per disfare un legame, oggi , ci si mette un attimo; una volta si sopportava ( le donne erano casalinghe o, comunque poco emancipate )ora l'indipendenza la fa da padrona.
Oggi non mi sposerei, però lo dico da persona con bagaglio di esperienza, per cui non vale molto...
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Miguel62

Miguel62

60 anni, Lecce (Italy)

Beh le ragioni possono essere molteplici , certo che devono essere fondate e molto molto veritiere , oggi non si ha piu' la pazienza di una volta , e come spesso accade patatracchete e la frittata e' fatta , credo che alla base di tutto si debba anche
pensare che il matrimonio e' anche un po' ( rinunciare a un qualcosa e dedicarsi a una o a un partner , sia fisicamente che son la mente ) , o Signur sembro un prete stamattina , sapete che c'e' ( Fate come vi pare ciauuuuuuuuuuu ☺ 😉
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dimipunk

dimipunk

43 anni, Trieste (Italy)

Si, vabbè, questa e' l' analisi impietosa per l'oggi. Crediamo che, IERI, le cose andavano meglio?
Quanta gente si sposava per sfuggire alla miseria, in mancanza di reti di protezione sociale al di fuori della famiglia?
Quanti si sposavano perché la convenzione sociale lo imponeva e per non passare da vecchi/e zitelli/e?
O, per non pagare la tassa sul celibato?
Quanti matrimoni erano combinati per garantire continuità economica alle famiglie? La dote, la dote.....

Quante coppie si sarebbero lasciate se, il divorzio fosse stato permesso cento anni prima? Non tanti quanto adesso ma, ci scommetterei che, comunque, non sarebbero state poche, specialmente tra le classi benestanti. (I poveri non avevano il tempo materiale per pensare a cose come l'amore o la realizzazione personale).

Credo che, alla fin fine, il succitato amore, sia un terno al lotto che, ai matrimoni, si presenta solo ogni tanto.

Allegri e maritati (forse).
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Cosmo1971

Cosmo1971

46 anni, Venezia (Italy)

Ecco spiegato il 50% dei divorziati.
Buona giornata e buon caffe a tutti tranne le divinina volanti a 1metro da terra, avete presente? 😁 😁 😁
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