Combattere la demenza senile? Ecco come

È possibile reagire alla demenza senile? Scopriamo cosa afferma, in merito l'argomento, un recente e brillante studio dell'Università di Exeter

È possibile contrastare la predisposizione genetica alla demenza senile?

Secondo un recentissimo studio dell'Università di Exeter (USA), pubblicato su riviste del settore geriatrico e presentato in occasione del Congresso sull'Alzheimer a Los Angeles (2019), uno stile di vita sano contribuisce sensibilmente a diminuire il pericolo di sviluppo della demenza senile.

La ricerca ha evidenziato che, anche quei soggetti geneticamente predisposti a malattie degenerative, conducendo uno stile di vita attivo e seguendo un'alimentazione sana, registravano un calo del 32% del rischio di demenza senile.

Sono stati selezionati oltre 196.000 individui, di età superiore ai 60 anni: tutti avevano un alto rischio genetico di progressione di malattie degenerative, ma coloro che conducevano uno stile di vita poco "virtuoso", sono risultati avere il triplo delle probabilità di incremento della demenza senile.

I criteri di analisi dei fattori a rischio hanno riguardato tutti quegli elementi strettamente connessi al morbo di Alzheimer.

Per quanto concerne, invece, lo stile di vita, sono stati presi in considerazione i dati relativi ad abitudini alimentari, esercizio di attività fisica, consumo di tabacco ed alcool.

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11 commenti

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ren986

ren986

53 anni, Vicenza (Italy)

salve,chi ha vissuto in prima persona la morte di un caro per questa terribile malattia sa quanto implacabile e terribile sia.senza entrare nel merito delle statische volevo solo parlare di due aspetti di cui si parla poco:innanzitutto che quando si ha un familiare colpito da questa patologia viene stravolta la vita di tutti i componenti,non solo dal punto di vista affettivo ma anche sotto tutti gli aspetti della vita quotidiana,diventa difficile uscire di casa e lavorare perchè non puoi più riposare la notte e di giorno serve un controllo continuo del paziente.inoltre quello che pochi dicono è che alcune sentenze in vari tribunali d'italia hanno stabilito che trattandosi di malattia vera e propria anche la retta della casa di ricovero dovrebbe essere a carico del comune di residenza.Inutile dire però che quando inoltri le pratiche trovi innanzi un muro,nessuno manda avanti la pratica ,ogni dettaglio economico dei parenti viene messo in esame etc..nel mio caso solo un intervento di un legale ha avuto una risposta..peccato che però il familiare in questione sia morto nel frattempo. vero inoltre che uno stile di vita sano aiuta a contrastare l'insorgere della malattia(ma non è cosi un pò x tutto?) però io nel mio piccolo ho visto in casa di riposo anche ammalati che comunque avevano sempre avuto uno stile di vita senza eccessi,questo confermatomi dai familiari dei pazienti con i quali ho stretto amicizia.un saluto a tutti e un abbraccio a chi ha un familiare,amico, partner ammalato di questa malattia infame.
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Cleopatra53

Cleopatra53

66 anni, Como (Italy)

Un anziano/a che ha ancora degli interessi intellettivi e motorie ( sesso) e molto meno a rischio del poveraccio in poltrona davanti la tv o fuori della porta magari seduto su una sedia!!! Qui le case per anziani organizzano tutti e dico tutti i giorni attività diverse e ognuno ha la propria stanza... poi sto zitta
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umtol

umtol

48 anni, Isernia (Italy)

ATTENZIONE ATTENZIONE
si avvertono tutti i frequentatori ma soprattutto le frequentatrici del sito lovepedia che il terribile Umtol è tornato più svitato che mai 😎 😎 😎 😎 😎 😎 😎
08
ilcapitanoamore

ilcapitanoamore

41 anni, Pesaro e Urbino (Italy)

Basta un attimo e non ci sei più.......
Ecco cos'è la vita.
Na fregatura
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Ammi-Saduqa

Ammi-Saduqa

58 anni, Torino (Italy)

Il numero di soggetti è elevato, quindi statistica affidabile ? 196.000 ultrasessantenni!

Lo so, forse si considera una rubrica come questa priva di valore, una chiacchierata da bar, tuttavia farebbe "pregio", secondo me, dare adeguata completezza d'informazione quando si affrontano temi con pretesa di "dato scientifico".

Da qui una domanda: invece di riassumere in poche righe che, per carità, può essere fatto, quando si scrivono testi di taglio divulgativo, perché non fornire anche un collegamento che volendo consenta la lettura del testo integrale ?
Così un "secchione" 😄 come me (ma magari non sono il solo) potrebbe leggerlo nella sua interezza senza nulla toglier a chi accetta il riassunto della redazione...

Se è stato letto dalla redazione, dovrebbe essere disponibile e se è disponibile perchè non condividerlo ?..

Ciao,
LDW
53
any1979

any1979

40 anni, Foggia (Italy)

Dio mio....
È terribile......
Dimenticare il proprio vissuto....
E gli affetti più cari......
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