2 commenti sul Magazine
Certo che più alternativa di una quarantena...e chi se lo sarebbe immaginato?? E allora che fare?? Fare passare il tempo o costringerlo ai propri ritmi da provare e sperimentare cadenzando le ore ai nuovi bisogni tra un completo relax e un'affannosa esigenza di riempirli quegli spazi
ri-trovati, soffocati tra il timore di un incerto domani e la speranza che tutto cambi, come le promesse della primavera che apre alla sonnecchiosa natura, nuove prospettive di risvegli e rinascite....
È pur vero che il termine deriva dal greco ma lo vedrei più consono ad una interpretazione più moderna, riconducendo il filos a feeling, quel bisogno di provare complicità prima ancora che attrazione, dalla quale la prima ma reciprocamente la seconda, non possono esimersi se entrambi i soggetti di un nuovo potenziale rapporto, intendano stabilire un primo contatto che li conduca vicendevolmente a viverlo e sentirlo; nuovo a questa esperienza di "incontri" da piattaforma, ho però già potuto rendermi conto, che già nella virtualità dei primi approcci, paiono preesistere resistenze di base, che avvalorano una delle tesi che l'articolo sostiene, ma a mio parere non la giustificano, ritengo infatti che chi si avventuri (senza secondi fini, ovviamente) in tale esperienza, se ne debba spogliare e cercare al contrario, proprio quello stato di comunanza di intenti che muove individui che a causa di differenti analisi e situazioni, hanno realizzato di voler rimettersi in gioco anche sentimentalmente, per certi versi più nella conferma del sé che nella ricerca dell'altro e che proprio una nuova .."educazione all'amore" consentirebbe di trasformare in una conferma di un rinnovato: "noi"...