45 commenti sul Magazine
Ho provato a mettere un pollice in sù e non mi è stato possibile. Condivido quanto scrive Lei.
Lasciate questi insulsi articoli per i giornaletti per persone di infima ignoranza.
È contro il politicamente corretto pubblicare notizie di efferatezze perpetrate da non europei.
Ma va? È ora di aggiungere una lettera alla sigla, allora, che diventa sempre più lunga.
La donna, la moglie, vuole un marito accondiscendente, vuole uno schiavetto (all'occorrenza anche un «rifugiato») che le segua. Si sente padrona della situazione e non si rende conto che la situazione non è nelle sue mani, come non è nelle mani del suo uomo.
Buon Natale.
Si sa benissimo chi sono questi personaggi. Sono anni che imperversano. Sono negretti in Africa che lavorano con un PC e usano frasi fatte e fotografie copiate da Facebook per abbindolare i grulli. E poi ci sono, dobbiamo ammettere, le oneste meretrici.
La risposta più sensata.
Se l'affidamento fosse realmente condiviso, allora il 50 e 50 percento andrebbe bene. Ma la legge affida quasi sempre il minore alla madre, con un pesante contributo del padre. Il quale si trova con più doveri e meno diritti. Perciò, se il minore ha fatto il danno mentre era in carico alla madre, paghi lei.
L'affidamento condiviso è una farsa, un'ipocrisia del legislatore e di chi applica la legge. La legge mantiene i privilegi «tradizionali» della donna e a questi si aggiungono le «conquiste femministe» ma anche dei «femministi», idioti che non posso francamente capire.
Ma che terzo delle coppie! È un articoletto scritto da qualche cacciapalle che non ha trovato migliore occupazione.
Trova tu un eufemismo. «Hanno bambini». «Partoriscono». 😺