Il matrimonio è felice solo se è la donna a comandare

La chiave per un matrimonio felice? Lasciare che sia la moglie a comandare. A dimostrarlo è una nuova ricerca diretta dalla dottoressa Eva Jozifkrova

Qual è la ricetta per un matrimonio perfetto?

In realtà questo è uno di quei quesiti che può avere risposte differenti: sicuramente su tutte predomina quella della felicità e dell'equilibrio tra i due coniugi. In verità però, la chiave di successo per un matrimonio felice si ottiene quando uno dei due membri della coppia riesce a dominare sull'altro, ancora di più se è lei che “porta i pantaloni”.

Lo studio, diretto dalla dottoressa Eva Jozifkrova, e pubblicato all'interno di Neuroendocrinology Letters, è frutto dei risultati di due università ceche, ed è stato condotto su 340 coppie sposate. Secondo quanto è emerso dalla ricerca, e in base a quanto riscontrato dalla Jozifkrova «Se i ruoli sono del tutto pari tra marito e moglie, il matrimonio paradossalmente rischia di essere più monotono e quindi, alla lunga, fallimentare. Le coppie sposate in cui uno dei due componenti ha una posizione innegabilmente dominante sull'altro, invece, tendono ad essere più felici e ad avere più figli, almeno il 15% in più».

Nel 24,4% dei casi si è potuto riscontrare come la coppia riesca a trovare un suo naturale equilibrio nel momento in cui è la donna ad assumere il controllo della situazione, o meglio delle mura domestiche rispetto al marito: il rapporto diventa piacevole e vivibile. «Se i ruoli sono del tutto pari tra marito e moglie, il matrimonio paradossalmente rischia di essere più monotono e quindi, alla lunga, fallimentare. Le coppie sposate in cui uno dei due componenti ha una posizione innegabilmente dominante sull'altro, invece, tendono ad essere più felici e ad avere più figli, almeno il 15% in più», ha affermato la dottoressa.

Parità dei sessi? Nel matrimonio sembra essere abolita quindi, e anzi porta a far prevalere la figura femminile rispetto a quella maschile. Del resto non bisogna negare come le donne rispetto agli uomini abbiano maggiore spirito di organizzazione, oltre che una conoscenza più approfondita del proprio focolare e delle necessità della famiglia.

Concordate o meno con quanto emerso in questo nuovo studio? E perché?

37 commenti

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Gino_Filo

Gino_Filo

72 anni, Torino (Italy)

Quando ci si lascia dominare, si va più d'accordo con il dominatore (o la dominatrice). Ecco la bella scoperta della grande scienziata. Chapeau.
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ragionierfilini

questa cosa e da sempre risaputa

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donnamo63

donnamo63

56 anni, Modena (Italy)

in un rapporto,  ci deve essere, secondo me, divisione dei compiti,  ognuno dei due, fà quello che gli riesce meglio, e l'altro idem, ma , alla base di tutto, deve comunque esserci sempre rispetto, e  il venirsi incontro l'un  l'altro, soprattutto nei momenti difficili, perchè è facile, andare d'accordo, quando tutto và bene. ma è nel momento del bisogno , che si vede, l'amore, di uno verso l'altro, standogli vicino, confortarlo, e tutto ciò che è necessario.  allora sì, che un rapporto ,per me, è equilibrato. E nessuno dei due, insomma,  DEVE COMANDARE!!!, ma entrambi,  colaborare insieme, questo sì, che sarebbe l'ideale!!!!

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patrizia_roma

patrizia_roma

46 anni, Roma (Italy)

tutti devono sapere,,,,, tutti devono sapere

@emmolina sei grande

ciao a tutti ciao dolce

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emmolina

emmolina

51 anni, Venezia (Italy)

....."E qui comando iooooo, e questa e' casa miaaaaa" XD XD XD XD
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FIKISSIMO

FIKISSIMO

50 anni, Bermuda (UK - Overseas & Crown dep.)

;ahah - A LA KASA MIAS A LO ;em89 NN SAKKOMANDASSE MAIS - ;ahah

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Emanuele_love

Noto con piacere il ritorno di raflesia....Ben tornata.... ;)

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concorde74

concorde74

45 anni, Monza e Brianza (Italy)

Lo studio dell'illustre dott.ssa ha scoperto l'acqua tiepida, nemmeno calda. Come dire: rassegnatevi, cosi è se vi pare!

Poco educativo...

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Dancefan91

Ciao @patrizia :)
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patrizia_roma

patrizia_roma

46 anni, Roma (Italy)

volevo scrivere qualcosa ma mi ha preceduto @giulliet a cui condivido a pieno, ciao a tutti

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romeo972

romeo972

47 anni, Bari (Italy)

Lo studio diretto dalla dottoressa Eva Jozifkrova non convince.
Quali sono i criteri utilizzati per valutare le situazioni familiari in cui agiscono le coppie esaminate? Cosa s'intende per "controllo della situazione tra le mura domestiche"?
Quali sono i motivi e le circostanze per cui un coniuge dichiara di cedere il "controllo della situazione" all'altro?
Tutte domande molto interessanti per meglio comprendere il "senso" dei dati raccolti dallo studio. Peccato che non abbiano una chiara risposta!

Ad ogni modo, la vita di coppia, maggiormente quella coniugale, si basa sulla condivisione di almeno una parte dell'esistenza di ciascun componente. Più tale condivisione fosse vissuta con gradita partecipazione tanto più "sano" si rivelerebbe il rapporto a due, senza particolari forzature mal digerite e con prospettive condivise. Al contrario, è facile immaginare, decisioni giudicate contrarie all'interesse proprio verrebbero interpretate come un "danno" personale, con tutto ciò che ne deriverebbe in termini di malessere individuale ed incerto futuro del rapporto stesso. Posto che una decisione non sempre soddisferebbe equamente i partners, scartando una via mediana, la proposta di uno dei due potrebbe distinguersi come più opportuna per ragionevolezza nell'interesse anche dell'altro.
Dunque, la predominanza di uno dei due partners non sempre sarebbe foriera di rotture nella coppia, a condizione che, pur dissentendo sul metodo, se ne condividesse la finalità con approccio maturo, franco, propositivo, costruttivo, collaborativo.
Anzi, è proprio la variegata alternanza della scelta finale tra le proposte dell'uno piuttosto che dell'altro a rendere più forte la scelta meditata con lucida maturità, valutati i punti di vista diversi nell'interesse comune.
E' la complementarietà di coppia a giocare un ruolo insostituibile, potendo contare sulle doti personali diverse e spesso opposte, ponendo così nelle condizioni migliori i partners di affrontare le difficoltà quotidiane sempre diverse.
Indipendentemente che sia l'uomo o la donna a scegliere per l'altro.

Oltretutto ed analogamente, se nella coppia fosse presente la dominanza di un solo partner, di certo non più animato dall'amore, non gioverebbe il contributo personale dell'altro, venendo di fatto soffocato.
L'effetto sarebbe deleterio inizialmente per chi soccombe e successivamente anche per l'altro partner, negandosi la possibilità d'aiuto potenzialmente insito nell'altro. Infatti, per quanto bravi e "potenti" da soli, irraggiungibile sarebbe il risultato ottenibile con il contributo di tutti.
Così, il partner predominante per "forza" condannerebbe di fatto la vita di coppia a fallire per separazione diretta, ad opera dell'altro partner deluso ma orgoglioso, oppure per annullamento dell'identità personale di chi ha deciso di soccombere sconfortato ed inutile.

Il matrimonio è felice solo se è la donna a comandare?
Sì, a patto che sia l'uomo a ...giudicare!
;bye
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giuliett

giuliett

52 anni, Napoli (Italy)

:) Emanuele ;^^ ;bye

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Emanuele_love

;smack ;^^

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giuliett

giuliett

52 anni, Napoli (Italy)

Quello che irrita è pensare che in una relazione a due, si debbano scegliere convenienze e piccoli compromessi per questioni di sopravvivenza e di durata.

Due persone che vogliono stare insieme, dovrebbero camminare a fianco e sostenersi, nei momenti difficili e di incomprensione, rispettandosi.

Spero sempre di incontrare persone che siano capaci di vivere saldi rapporti di amicizia e di amore, con lealtà e con il coraggio di essere veri.

E di evitare quelli che si servano di giochetti e di ipocrisie, per loro interesse e per loro comodità. Mai vivere di finzioni, prese in giro ed illusioni.

Ognuno dà, alla relazione con l'altra persona, il suo Significato, a ciò che desidera e vorrebbe nella sua vita e, ad arricchirlo in ogni senso, con chi naturalmente si ama.

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Emanuele_love

Altruista..colui/lei che vuole comandare o prendere decisioni su tutto, per prima cosa deve essere in grado di capire cosa vuole trasmettere o fare, ma prima ancora deve essere cosciente di un seguito alle decisioni che prende, in tutto c'è un dopo, un pro, un mentre. Molti governanti fanno questo errore, non vogliono sapere cosa succederà dopo una scelta o decisione, idem vale per famiglia, lavoro, figli. Nessuno può essere un buon comandante e decidere cosa sia meglio o peggio se non sa cosa sta facendo, o cosa comporterà tele decisione.

 

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