Attività sessuale, qual è la novità per i disabili?

Si ritorna a parlare di sessualità e di disabilità, un argomento sempre attuale che continua ad essere oggetto delle politiche sociali di molti paesi europei

In una società in cui il sesso è sempre meno visto come un tabù e nella quale si parla di sessualità in Tv, radio e social network vari, aumenta l'attenzione dello stato verso i soggetti diversamente abili e il loro diritto di soddisfare i propri impulsi sessuali.

Nonostante sia opinione diffusa e condivisa che anche i disabili abbiano una loro sessualità, che necessita di uno sfogo naturale, in Italia lo Stato sembra non avere preso ancora le misure adatte, ignorando quello che è un vero e proprio bisogno primario.

In Svizzera, invece, questo tema non crea più disagi, grazie alla diffusione della figura dell'assistente sessuale per disabili, divenuta una vera e propria professione, vista come un grande progresso sociale per la diversità.

L’assistente sessuale offre sollievo alla sessualità di una categoria di cittadini che spesso trova difficoltà insormontabili nell'avere una vita sentimentale e, di conseguenza, una erotica.

Negli ultimi giorni anche il presidente francese Macron e il segretario per la disabilità francese Sophie Cluzel, hanno espresso la necessità di riconoscere ai disabili il loro diritto alla vita sessuale.

È stato rotto così il silenzio su un argomento ancora tabù in molti paesi ed è stata accesa la speranza che l’evento possa servire d'impulso, affinché si inizi a parlarne anche in Italia, dove i diversamente abili non possono avere la vita sessuale che auspicano.

 

40 commenti

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RosaBluConSpine

In Italia i disabili e la disabilita in generale non è tutelata già soltanto andare in giro...pensiamo ai marciapiedi..ma molto più subdolo è far finta che i disabili "non esistano "... fanno 3 leggi x fingere di tutelarli...le famiglie sono sole e tutte le spese a loro carico...i diritti essenziali nn sono garantiti e la sessualità...con tanto di Vaticano...figurarsi! Sono esseri senzienti e vivono di emozioni! Deve essere garantita anche la loro sessualità!
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Mac04

Mac04

56 anni, Bologna (Italy)

Pensate che in Norvegia è prevista l’assistenza “sessuale”da parte di operatrici del settore
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ilcapitanoamore

ilcapitanoamore

41 anni, Pesaro e Urbino (Italy)

Anche loro hanno diritto.
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dimipunk

dimipunk

45 anni, Trieste (Italy)

Ormai, pare che, la preoccupazione principale delle élite dominanti, sia di garantire una serie di fumosi "diritti", a tutte le categorie possibili ed immaginabili.
Ora, sono di scena i disabili.
Ma, di quale disabilità parliamo?
Di quali impulsi sessuali, legati a quale parte del corpo funzionante?
Da soddisfare come?

Ci dicono che, l' Italia, non si sia "adeguata", (rispetto a chi, eccetto la Confederazione Elvetica?), a garantire un "bisogno primario".
Davvero? Un paese che, si ostina a non volere le case chiuse, dovrebbe garantire un bisogno primario a delle persone che, è appena da vedere, in quanti lo sentono veramente?
Sono quasi tre decenni che, ci dicono che, non ci sono soldi e, non fanno che tagliare, tagliare, tagliare sulla sanità e poi, lo stato, dovrebbe garantire la presenza di una figura giuridicamente non classificabile, a metà strada tra un infermiere ed una prostituta che, dovrebbe fare.... Cosa?

Credono, poi, che i disabili, siano dei pupazzi, disposti a farsi mettere le mani addosso da sconosciuti?
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Foxbat51

Foxbat51

68 anni, Pordenone (Italy)

Trovo molto strano che la redazione di Lovepedia circa un argomento "scottante" non chiuda con il solito: "Tu che ne pansi?".
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Angelo2409

Tutti hanno diritto ad una vita sentimentale e sessuale regolare e normale, diversamente abili compresi, purchè non si finisca nel pietosismo come spesso purtroppo accade...
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Roro874

Roro874

32 anni, Latina (Italy)

Sarebbe opportuno però precisare che avere assistenza sessuale non vuol dire avere una vita sentimentale, bensì soltanto uno sfogo. Per cui non vedo differenze tra l'assistente sessuale e la prostituta o il gigolò. Il continuo ricorrere ai cosiddetti assistenti sessuali può far "adagiare" (passatemi il termine) i disabili sulla loro condizione, rendendoli anche statici e passivi, quando invece potrebbero comunque avere una vita sentimentale, basta che, appunto, non usino la disabilità per impietosire
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