In che modo la saggezza influisce sulla solitudine?

Esiste o no una relazione tra solitudine e saggezza? Se si, quanto incide una sull'altra e viceversa? La risposta arriva dall'America, ma la conferma è dell'Italia

Essere saggi vuol dire saper cogliere il bello che la vita offre e cercare sempre una soluzione adeguata alle diverse circostanze.

Questo dovrebbe bastare a dimostrare i benefici della saggezza in ogni ambito dell'esistenza umana, ma non ha fermato gli esperti che hanno voluto approfondire il tema e verificare quanto sia utile per stare bene con se stessi e con gli altri.

Grazie ad uno studio effettuato dall'università di Roma "La Sapienza" e dall'univesità di San Diego, è stato verificato che c'è un rapporto direttamente proporzionale tra la solitudine che una persona accusa e la sua saggezza.

Prese in esame quattro persone, due di età compresa tra i 50 e i 60 anni e altre due ultra-90enni, gli esperti le hanno sottoposte a questionari standard, attraverso i quali hanno misurato il rapporto tra saggezza e solitudine.

Nonostante la cultura, la lingua, la situazione sociale ed economica, i contesti familiari differenti, ma soprattutto il diverso grado di istruzione dei soggetti  intervistati, è stato possibile dimostrare che maggiore è la saggezza, meno si risente della solitudine.

Un soggetto più saggio sa gestire maggiormente le diverse situazioni poiché è più versatile, ha autocontrollo, comprende gli altri e sa dare consigli. E queste sue capacità lo terranno lontano dalla solitudine.

37 commenti

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malwida

malwida

67 anni, Venezia (Italy)

La solitudine può essere un lusso impagabile quando non è isolamento ma libera scelta. Questo non implica non avere relazioni ma viverle all'insegna di una sana follia, che implica saggezza, ma anche amore per la libertà. Il cercare a tutti i costi relazioni "durature" non sempre paga. E, soprattutto indica una scarsa indipendenza affettiva.
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Cuoreditenebra71

Cuoreditenebra71

49 anni, Treviso (Italy)

Non c'entra niente la saggezza, si tratta di fare buon viso a cattivo gioco, se ti trovi a vivere in una condizione imposta dalla sorte sfavorevole puoi solo cercare di sopravvivere e adattarti.
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Cercalo

Cercalo

49 anni, Ancona (Italy)

Il titolo non ha senso.
È la solitudine, (forzata o no), che, a mio parere, a lungo andare, aumenta la saggezza, non la saggezza che influisce sulla solitudine (chi diventa saggio, non si chiude in isolamento o non si reca a vivere in un bosco o in cima a una montagna, questi, se esistono, si contano, credo, sulle punte delle dita di una mano... sono eccezioni.)
Chi non è solo, invece, non ha motivo di incrementare la sua saggezza (sempre a mio parere).
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Carmediem

Carmediem

49 anni, Cosenza (Italy)

Come al solito poche ideea molto ben confuse. La solitudine non ha nulla a che vedere con la saggezza, è una sensazione negativa, una sofferemza per la mancanza di compagnia.

Il saggio è invece un solitario, e non un solitudinario, ovvero una persona che ha bisogno anche di stare solo per meditare e comprendere sia sé stesso che gli altri e il mondo. Il saggio si isola volontariamente e quindi non soffre la solitudine.

Personalmente sono sempre stato un tipo solitario, non saprei dire se anche saggio.

L'unico periodo in cui ho sofferto di solitudine è stato quando il governo, in violazione palese dell'articolo 13 della costituzione mi ha imposto l'isolamento, allora ho cercato compagnia, ho preso un sacco di multe le ora me le sto facendo togliere dal giudice di pace.
Sono in attesa, ma già molto giudici di pace hanno tolto multe ad altri per palese violazione della costituzione con i dpcm.

Probabilmente abbiamo scongiurato la ripetizione di un incubo.

Era meglio 77 anni fa quando si rischiava la vita e si moriva per la voglia di libertà che ora che si rinuncia alla libertà e alla vita per paura di una morte meno probabile di allora.

Diamo il giusto significato alle parole
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SonoilregaloCheLaVitaTiFa

SonoilregaloCheLaVitaTiFa

50 anni, Milano (Italy)

La saggezza non ammette il giudizio, non interferisce. La saggezza rende liberi dai condizionamenti, dalle illusioni e dalle proiezioni.

La saggezza crea solitudine.
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dimipunk

dimipunk

45 anni, Trieste (Italy)

Le premesse sono descritte in modo grossolano ; non sono le caratteristiche della saggezza a tenere lontana la solitudine bensì, GLI EFFETTI della solitudine.

Ma, è proprio così?
La solitudine non è una condizione normale per un animale sociale bensì una condizione imposta. E, se questa condizione persiste, tutta la seggezza del mondo, non basterà a respingere i contraccolpi psichici della solitudine.
Solo uno Jedi ed un Sith, possono sconfiggere la biologia con la volontà ; si da il caso, però, che queste due categorie, non esistano nello stesso universo in cui esistono Roma e San Diego.....
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happychildren

happychildren

49 anni, Piacenza (Italy)

Essere saggi è importante a prescindere dalla solitudine. Saggezza vuol dire conoscenza essere sempre informati, leggere istruirsi per saper ponderare la vita.
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massi7650

massi7650

48 anni, Roma (Italy)

Dai numeri vedo una ricerca abbastanza limitata ma nel contenuto non lo è affatto. Perchè sono state sottolineate cose vere. Reali. Essere saggi porta a non cercare in continuazione ma usare il tempo per godersi pienamente ciò che si ha. Non solo in età anziana. Perchè tra avere poco e goderselo tantissimo contro avere tutto ed essere sempre nervosi, acidi, infelici, scontenti.... beh credo che chiunque sappia scegliere no? Discorso simile per la solitudine. C'è chi non riesce ad avere equilibrio da solo perchè il suo equilibrio manco lo ha cercato. Quante volte ho visto l'amico, l'amica, uscire da una relazione e buttarsi subito dal primo che capita per paura dello star soli. errore gravissimo perchè quella persona è destinata a passare da una relazione finita ad un altra relazione che finirà presto come in effetti poi è stato. Io sono del parere che se una persona non sta bene con se stessa, non è pronta per una relazione. Il segreto per star bene con se stessi è semplice ed è stato detto un milione di volte e continua ad essere ripetuto. Ma come dicevano i nostri nonni: Non c'è peggior sordo di chi non VUOL sentire
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timidocurioso

timidocurioso

40 anni, Potenza (Italy)

..mi attengo al ..
..quanto basta..
..a un pizzico..
..troppo sale..
..nella cocozza..
..può far male..
..come averne..
..troppo poco..
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Paolino2612

Paolino2612

65 anni, Milano (Italy)

Mi limito a far osservare che giungere a delle conclusioni con uno "studio" fatto su 4 persone di "saggio" ha ben poco. La solitudine e' soggettiva. 2 esempi: uno dei maggiori astrofisici era paralizzato e comunicava solo col battito delle ciglia, era felice perché era in contatto con l'universo intero che studiava; il teologo di papa PaoloVI viveva in una cella in totale isolamento ma era felice perché in comunione con Dio. Se non ci soffermiamo all'aspetto "materiale" capiamo che questi due soggetti non erano soli come invece lo sono tantissimi circondati da una moltitudine di "cicisbei". La saggezza deriva dalla cultura, "merce" sempre più rara ... anche negli atenei!
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