Minigonna, la Storia e gli Stili di uno dei Simboli di Ribellione Femminile

La minigonna è uno dei principali capi abbigliamento ad aver rivoluzionato i costumi, la moda, e la mentalità femminile. Scopriamo insieme in che che modo

La minigonna è uno dei principali indumenti indossati da donne di qualsiasi età, che la sfoggiano con passione e classe sia nelle occasione informali, che anche quelle più glamour.

Ciò che la contradistingue dagli altri capi di abbigliamento, è sopratutto la storia della sua nascita e della sua evoluzione: difatti, la minigonna è stata per anni uno dei simboli della ribellione tutta al femminile.

La minigonna di Mary Quant, questo il nome della sua inventrice, difatti fece scalpore già all'epoca della sua nascita. Ma procediamo per gradi.

Vediamo l'evoluzione delle donne in minigonna!

Iniziamo.

Storia della Minigonna

In che modo la creatività di Mary Quant riusci a donare, al genere femminile di tutto il mondo, un nuovo capo d'abbigliamento anti-tradizionalista e innovativo per quel periodo?

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storia minigonna

La stilista britannica nacque nel 1934 ed ha sempre sviluppato una voglia di andare contro quelli che erano i comuni schemi dell'epoca.

Negli anni 60, Mary viene considerata l'inventore della minigonna. Il primo speciale modello venne indossato da una parrucchiera teenager di nome Leslie Hornby. Si può dire che la ragazza, che allora aveva poco più di 17 anni, divenne un "prototipo" della teenager top model, modello che ancora oggi viene utilizzato dai più grandi brand della moda. Da allora, la minigonna anni '60 si tramutò in un vero e proprio simbolo, indossato dalle ragazze di Londra e di tutta la Gran Bretagna. Questa moda però, spopolò a livello mondiale, perché rappresentava una vera novità sotto tutti i punti di vista. Il successo però, attirò anche molte critiche verso Mary Quant.

Quest'ultima infatti, venne accusata dallo stilista Andrè Courreges di aver copiato il suo stile. All'accusa di plagio comunque, la combattiva inventrice britannica si difese in modo arguto ed intelligente. Difatti, affermò che ad aver reso grande questo capo d'abbigliamento erano proprio le ragazze in minigonna: chi voleva esprimere se stessa in modo alternativo e libero era riuscita a donare un nuovo senso alla sua invenzione, rendendola molto più che un semplice indumento utilizzato per migliorare il proprio stile estetico.

La minigonna oltre a diventare un simbolo sin dalla sua nascita, ha continuato ad evolversi nel corso del tempo. Già la minigonna anni '70 presentava alcune leggere differenze: se alla fine degli anni 60 questo capo d'abbigliamento era diventato molto corto, ora le cose procedevano nella direzione opposta. In che senso? Ebbene, negli anni 60, molti consideravano la minigonna sexy, proprio per la sua lunghezza ridotta: alcuni stilisti dell'epoca ritenevano che era impossibile accorciare ulteriormente questo capo e che si era raggiunto il limite. Dunque, per riuscire ancora una volta a rompere i comuni schemi in fatto di moda, i brand più famosi dell'epoca decisero di allungare la minigonna.

Tuttavia, dietro a questa scelta ci sono anche altri motivi di natura sociale: le femministe dell'epoca si schierarono apertamente contro la minigonna corta. Difatti, se in un primo momento questo elemento rappresentava una sorta di ribellione ed evoluzione per il mondo femminile, ora la sua cortezza faceva apparire le donne provocanti in minigonna, e quindi in alcuni casi, fuori luogo in base al contesto sociale. Di conseguenza, per le sostenitrici del movimento femminista, ciò aveva un effetto controproducente sulla figura della donna, che veniva ridotta semplicemente ad un mero oggetto sessuale e nient'altro.

Questa figura negativa venne promossa a gran voce anche dallo show business di quel tempo: le donne venivano considerate come delle "barbie", uno dei classici luoghi comuni, che le identificava come belle ma vuote e senza alcuna intelligenza. Ecco perché, per combattere questa visione estremamente negativa, la minigonna doveva necessariamente allungarsi. In questo modo, venne dato un forte messaggio non solo alla società maschilista del tempo, ma anche alle case della moda, che dovettero piegarsi alla volontà delle consumatrici principali. D'altronde, come affermò Mary Quant, le ragazze in minigonna avevano reso grande questa moda e loro stesse avevano il potere di farla finire.

Ad ogni modo, la minigonna lunga, se così la si vuole chiamare, non ebbe grande successo. Difatti, la sua popolarità andò a scemare e la massa preferì un abbigliamento diverso. Sempre grazie ai modelli proposti dalla televisione, molte ragazze decisero di indossare short, i classici pantaloncini corti o addirittura gli hot pants. Una piccola curiosità: tra i tanti inventori degli hot pants, qualcuno fa rientrare ancora una volta Mary Quant, segno di come questa donna avesse uno spiccato senso della moda ed una creatività incredibilmente avanzata.

Nel corso degli anni a seguire, la minigonna si è tramutata in un comune capo d'abbigliamento, venduto nelle forme più disparate.

A cavallo tra gli anni 80 e 90, la minigonna diventò di nuovo molto comune e naturalmente si accorciò ancora una volta: la sua lunghezza diminuì anno dopo anno.

E ai giorni nostri?

Nonostante siano passati molti anni dalla sua nascita, e nonostante viviamo in un mondo di mentalità più aperta, la minigonna oggi viene vista come una provocazione e come la causa assurda di stupri o eventi deplorevoli perpetrati ai danni delle ragazze che la indossano. Una visione assolutamente distorta, che evidenzia in modo triste come una gran parte della società non sia progredita, ma sia rimasta ferma alle ideologie adottate 40 o 50 anni fa.

Infine, una menzione speciale per la minigonna nello sport. Questo indumento è entrato a far parte del guardaroba comune delle tenniste di tutto il mondo. Ad oggi infatti, si tratta del capo principale che molte atlete indossano per giocare le proprie partite di alto livello. Secondo gli esperti, la minigonna nello sport riesce ad essere comoda e leggera, permette alle atlete di muoversi in modo ordinato e confortevole. Quest'evoluzione è quantomeno positiva ed è bello vedere l'applicazione pratica che ha ottenuto l'invenzione della geniale Mary Quant.

Stile Minigonna: un Tipo Diverso per Ogni Donna 

Nel corso del tempo, la minigonna ha avuto diversi stili diversi.

stile minigonna

Alcuni continuano ad esistere ancora oggi, mentre altri si sono persi nel corso degli anni. Ad ogni modo, può essere davvero interessante riuscire a scoprire quelli che sono gli stili più famosi di questo capo d'abbigliamento all'origine rivoluzionario.

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19 commenti

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Tilikum_

Tilikum_

51 anni, Venezia (Italy)

L'ho indossata quando ero molto piu' giovane , diciamo dai 20 ai 30 anni . Poi ho smesso sia perche' le mie gambe , pur essendo lunghe e diritte , hanno cominciato a mostrare gli ineluttabili segni del tempo che passa , sia perche' ritengo che , sorpassata una certa età , non potevo certo conciarmi come una ragazzina .
Se non ricordo male , fu Gianni Versace a dire :
" Le minigonne stanno bene alle figlie , salvo qualche eccezione e stanno male a tutte le mamme senza eccezione " .
Su questa frase , al giorno d'oggi si scatenerebbero polemiche a dismisura .

Ogni persona ha i suoi gusti , in qualsiasi argomento .
Per quel che mi riguarda , le mie erano al massimo 10 cm sopra il ginocchio , da indossare con camicette di colore bianco o champagne .
Adoro il classico , mi e' affine , si adatta benissimo all'ambiente in cui mi trovo e al mio fisico . Non amo i capi troppo aderenti o con scollature profonde . Li trovo di pessimo gusto , oltre che scomodi .
Lo stesso vale per i pantaloni a vita bassa e/o strappati , per non parlare delle scarpe con zeppe o tacchi esagerati .
Non disdegno gli abiti dal taglio retrò , ma con qualche nota di colore .
Ogni persona si veste come vuole , come si sente a suo agio .
Credo tuttavia che il classico sia un evergreen .
Mi piace vederlo anche in un uomo , che tenga conto ovviamente del suo modo di essere .
Ad esempio : la cravatta non sta bene a tutti . Se poi e' corta .. che orrore ! 😖
41
ilcapitanoamore

ilcapitanoamore

42 anni, Pesaro e Urbino (Italy)

Ciò che indossi può farti femmina, ma ciò che hai dentro a farti donna
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Faber60

Penso veramente che molte persone di entrambi i sessi dovrebbero preoccuparsi di coprire prima ti tutto la testa, con qualche tessuto che potesse fermare il loro pensiero (pensiero?...sì , insomma quel blob scivoloso...). Che le donne decidano fino a che misura coprirsi il culo, non mi sembra di grossa importanza. Certo, i miei gusti tendono al corto, ora, come lo erano nel '77 (nel '68 ero piccolo e imbarazzato), 2020, ecc,,,
05
dimipunk

dimipunk

46 anni, Trieste (Italy)

..... E fu così che, il sistema mediatico /pubblicitario, convinse milioni di bipedi paganti che, uno straccetto, fosse simbolo di chissà quale trasgrezzzzzione, per poi finire a creare l'effetto opposto visto che, nell'immaginario, sarebbe entrata l'idea che, una portatrice di minigonna, porterebbe il segno di riconoscimento delle ornitologhe.....

Naturalmente, come sempre, gli unici a ricavare qualcosa da questa montagna di cazzate, furono coloro che, producevano e, buttavano sul mercato sti pezzetti di stoffa.....
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Foxbat51

Vi Quoto:
"Ti piace questo capo di abbigliamento? "
Mi piace la minigonna, ma anche i pantaloni cortissimi (hatpants).
Quando avremo un lungo articolo su di essi?
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YouAndMe68

Donne con le gonne o minigonne...oltre le gambe c'è di più...ridurre la donna ad una semplice minigonna non mi pare molto gratificante anche se la moda ovviamente deve fare il suo corso...l'emancipazione delle donne non è passata attraverso una minigonna ma attraverso la loro capacità di imporsi nella società...sappiamo tutti che hanno una marci in più nei confronti di noi maschietti, in politica, nel lavoro ed hanno dimostrato di meritare i posti anche di potere che occupano...capisco che a qualcuno può non piacere ciò che dico...ma è la realtà!
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